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Quasi mille i professionisti che hanno partecipato al Professional Day. De Tilla: Ci autosospendiamo se non ritirano il decreto sulle liberalizzazioni


Sono pronti ad autosospendersi e a consegnare i tesserini i professionisti degli Ordini napoletani, che ieri mattina si sono riuniti in occasione della manifestazione Professional Day, svoltasi a Napoli all’hotel Ramada ed in contemporanea in altre città italiane. Non solo. Dal capoluogo partenopeo lanciano una proposta agli Ordini nazionali: unirsi in un movimento politico trasversale qualora il Governo attuale e quelli futuri non smettano di attaccare la libera professione.

DE TILLA: SI ALLE TARIFFE
Ingegneri, architetti, medici, avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti, per citarne sono alcuni: tutti gli ordini professionali ribadiscono il loro no alle liberalizzazioni nel giorno in cui il Governo pone la fiducia al Senato sul deceto. “I professionisti – dice Maurizio De Tilla, presidente del Cup Napoli – sono pronti a consegnare i tesserini e a sospendere lo svolgimento delle proprie attività per 24 ore se non saranno accolte le istanze. Siamo contrari ad un approccio sbagliato e pericoloso che finirà per demolire un settore che conta più di tre milioni di professionisti: vogliamo riforme utili che portino ad un vero ammodernamento”.
“Chiediamo – continua De Tilla – provvedimenti che mettano al primo posto indipendenza, qualità, ricerca, formazione, aggiornamento”. No anche alla presenza di soci di capitale e di “non professionisti” nelle società professionali: “il comparto – dichiara de Tilla – teme infiltrazioni di soggetti legati alla criminalità, ma anche conflitti di interesse da parte di chi da tempo prova a controllare le azioni della categoria”. Cinque gli aspetti da potenziare: “Indipendenza del professionista, qualità della prestazione, formazione, aggiornamento e ricerca”. Su questi punti è stata presentata una proposta di riforma, ma “il governo – fa sapere il presidente del Cup – non ci ha risposto, ritiene il professionista un venditore di prodotti, abolisce le tariffe e pensa che non abbiamo mezzi per svolgere attività per i soci di capitale. In questo modo si rischia di alimentare la corruzione e si frena lo sviluppo”.

IL LANCIO DEI TESSERINI
Per manifestare il loro dissenso alla riforma i professionisti napoletani hanno lanciato i loro tesserini e si sono dichiarati pronti a bloccare il Paese se il Governo non fa un passo indietro. Punta sulle proposte il presidente dell’Ordine napoletano degli Ingegneri, Luigi Vinci: “Siamo su una posizione di dialogo con il governo. Però le nostre proposte, ideate per lo sviluppo del Paese, non coincidono con quelle dell’esecutivo, che con le liberalizzazioni rischia di fare danni enormi. Gli esami di stato? Noi facciamo preparazione ai giovani per formarli alla professione e continuiamo con i corsi di aggiornamento. L’abolizione delle tariffe? È una corsa al ribasso che non agevola nessuno”.

NO A ORDINI-IMPRESE
Il presidente dell’Ordine napoletano dei Notai, Antonio Areniello, lancia l’allarme sul rischio che gli Ordini si trasformino in imprese: “Le richieste – dice – riguardano la valorizzazione delle peculiarità specifiche di ogni professionista, tenendo conto che si tratta di attività libero professionali e non imprenditoriali. Bisogna, dunque, evitare di coinvolgere l’impresa nelle professioni. E poi c’è un discorso di tutela dell’Ordine, che è qualcosa che riguarda un controllo e una garanzia nell’ambito specifico e non può essere smantellato. Infine, una considerazione di carattere storico, perché per liberalizzare un settore e far sì che vi entrino non professionisti si rischia di distruggere enti che vantano una grande tradizione e sono per tutti un punto di riferimento”. Gli fa eco Gennaro Polichetti, presidente dell’Ordine napoletano degli Architetti: “Con la novità delle società a capitale privato verrà smontata la natura della libera professione: non più un’attività intellettuale basata sulla cultura, sullo studio, sulla capacità, ma un’attività esclusivamente improntata al profitto ed al capitale”.

IL 15 PER CENTO DEL PIL
“Rappresentiamo il 15 per cento del Pil, la politica non ci può ignorare”. Il presidente dell’Ordine napoletano degli agronomi e forestali, Emilio Ciccarelli, sottolinea l’importanza economica delle professioni: “Il valore sociale ed economico delle professioni intellettuali è un dato che non può essere ignorato dalla politica, rivestiamo – continua – un ruolo fondamentale nel sistema economico e sociale del Paese”. “Bisogna fare fronte comune con tutti i professionisti – ha rimarcato Antimo Arleo (agrotecnici) – da parte nostra c’è forte sostegno alla manifestazione”. “Il nostro impegno contro le liberalizzazioni – fa notare Gerarda Molinaro, presidente dell’Ordine napoletano degli Assistenti social – intese come scomparsa degli ordini professionali è finalizzato a tutelare i nostri iscritti più giovani che guardano verso la libera professione”. Sostegno arriva anche dagli avvocati e dal loro presidente Francesco Caia: “Aderiremo al completo, non siamo una casta visto l’elevato numero di avvocati e praticanti”. Perplessità anche dai chimici. Per il numero uno Luigi Romano è fondamentale la formazione, e le liberalizzazioni previste “tolgono di fatto la possibilità di fare una formazione tecnica e professionale rispetto ad una proposta di tipo commerciale”.

LOTTA AL PRECARIATO
La crisi non ha lasciato immuni le professioni, come sottolinea il presidente dell’Ordine napoletano dei Commercialisti ed Esperti contabili, Achille Coppola: “Le professioni vivono più di tutte il precariato. Centinaia di migliaia di giovani hanno provato a trovare rifugio negli albi professionali, e rappresentano oggi la frontiera più avanzata della precarietà”. E anche i giornalisti hanno risentito della crisi economica: nel 2011 solo in Campania si sono persi circa un migliaio di posti di lavoro. “Dobbiamo elaborare proposte concrete – spiegano Ottavio Lucarelli e Domenico Falco, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania – si deve puntare sulla lotta al precariato, che colpisce non solo i disoccupati, ma i colleghi sottopagati anche da tante testate prestigiose”. Serve una riforma”: è il pensiero di Biagio Scognamiglio (periti agrari). “Focalizzare l’attenzione sulla liberalizzazione non risolve il problema: c’è bisogno di riformare le professioni se vogliamo aprire il mercato andando incontro alle esigenze dei giovani”. Per Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei medici, i professionisti sono un valore, non un ostacolo”. Gli fa eco Corrado Pacelli (medici veterinari): “Gli Ordini salvaguardano non il professionista, ma il fruitore finale, in quanto rappresentano uno stimolo all’aggiornamento, all’informazione e alla produzione di prestazioni professionali di alto livello”. Gli Ordini, ammonisce Raffaele Felaco (psicologi), “sono un servizio per la comunità e non lobby con poteri da preservare o una casta che difende dei privilegi”.
Anche gli Ordini di Caserta si sono riuniti per il Professional Day. Per Pietro Raucci, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Caserta, si tratta di “un’occasione per discutere delle ultime novità che andranno a modificare gli assetti degli ordinamenti professionali. Non siamo disposti ad accettare una presenza predominante degli imprenditori nelle società tra professionisti non solo nella compagine sociale, ma anche quali organi societari”.

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