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Defenestrato a luglio, quando un documento siglato da nove consiglieri del suo partito ha portato alla sua sostituzione come capogruppo con Francesco Battistoni. E, da oggi, iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per peculato. L’ex capogruppo Pdl della Regione Lazio Franco Fiorito finisce sotto inchiesta per la gestione dei fondi regionali assegnati al partito. L’indagine, svolta dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pubblico ministero Alberto Pioletti ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dopo la consegna, oggi in procura, di un’informativa del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza cui l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia aveva segnalato movimenti sospetti di denaro e trasferimento di soldi all’estero negli ultimi due anni. L’inchiesta giudiziaria punta ad accertare l’apertura di alcuni conti presso banche spagnole, con denaro assegnato dalla Regione Lazio al Pdl, intestati a se stesso.

Fiorito, in qualità di presidente del gruppo Pdl, aveva accesso ai conti del partito e ne avrebbe abusato. Numerosi i suoi acquisti: una Smart da 16mila euro, una Bmw da 88mila, e molto altre ancora. Tanto che dal 2010 ad oggi, il gruppo Pdl alla Regione ha speso ben 5 milioni e 976mila euro. Attraverso la documentazione bancaria fornita da Unicredit sarà possibile ripercorrere a ritroso tutte le transazioni monetarie del gruppo degli ultimi due anni. Movimenti di cui Fiorito dovrà rispondere direttamente: nel regolamento del Pdl infatti, la figura del capogruppo e del tesoriere coincidono.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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