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Piaggio chiude il 2012 con un bilancio soddisfacente, al punto da proporre un dividendo ai soci di 9,2 centesimi per azione, superando gli 8,2 dell’anno precedente. Il gruppo ha segnato infatti 1,4 miliardi di ricavi consolidati e 42,1 milioni di utili netti, in calo del 9 per cento dal 2011. Un risultato accolto a braccia aperte dai vertici della società, che hanno attribuito il leggero calo al difficile “contesto macroeconomico”. E su cui hanno inciso sicuramente, soprattutto considerando i conti in Italia, gli affari con Poste Italiane.

Piaggio si era infatti aggiudicata a febbraio dell’anno scorso una commessa “da 30 milioni di euro” dalle Poste che, pure essendo state trasformate in società per azioni nel 1998, sono ancora interamente a capitale pubblico. L’accordo, come aveva fatto sapere la stessa società, riguardava la fornitura di “17.783 scooter da adibire al recaipto postale”. Il gruppo Piaggio ha registrato nei primi nove mesi del 2012 “un andamento eccellente nel comparto scooter, anche grazie all’effetto delle immatricolazioni degli scooter Liberty forniti a Poste Italiane”, ha confermato il gruppo in un resoconto diffuso il 30 settembre 2012.

Ma quello concluso nel 2012 non è stato il primo accordo siglato tra Piaggio e le Poste. Nel 2005 il gruppo si era aggiudicato una gara per la fornitura di ben 27.200 scooter Liberty. E’ stato quindi prezioso, nel corso degli anni, il rapporto tra le due società. “Dalla nascita, il modello Liberty delivery è stato puntualmente aggiornato dal punto di vista tecnico e funzionale grazie all’esperienza sinora maturata con le Poste Italiane e con le Poste di numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei”, ha confermato la stessa società, “per un totale di oltre 45mila scooter Liberty venduti dal 2004 al 2012″.

I conti del gruppo sono stati rilasciati pochi giorni dopo che il presidente del gruppo Roberto Colaninno, che mantiene contemporaneamente la stessa carica anche in Alitalia, ha ricevuto il Premio Leonardo 2012, definito un ”prestigioso riconoscimento riservato agli imprenditori che abbiano contribuito in modo significativo ad affermare e consolidare l’immagine del made in Italy e la qualità del Sistema Italia nel mondo”. Proprio mentre si appresta a firmare l’assegno per il finanziamento necessario a tamponare la falla nei conti della compagnia aerea che, dopo essere risorta con il piano Fenice di Corrado Passera, ora viaggia verso un rosso sparato.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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