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”Al momento sono quasi 90mila le persone che hanno chiesto di partecipare al ballottaggio”. Lo ha scritto nella sua Enews Matteo Renzi, candidato alle primarie del centrosinistra, nel primo pomeriggio. Una cifra destinata a crescere tanto che secondo alcune fonti si sarebbe arrivati fino a 120mila. “Davvero qualcuno pensa – si è chiesto Renzi – di poterli rimandare indietro dal seggio? Davvero qualcuno pensa di non coinvolgere persone che hanno dichiarato di approvare le regole delle primarie, solo per paura che non votino il candidato ufficiale?”.

I garanti delle primarie del centrosinistra, intanto, “tirano le orecchie” a Renzi e non si affievoliscono le liti sulle regole per la partecipazione al ballottaggio di domenica. “Non si può non rilevare che l’uso di paginate ha introdotto una apprezzabile anomalia nella campagna elettorale”, sottolinea Luigi Berlinguer, chiamato a decidere sui ricorsi avanzati dai quattro candidati alle primarie nei confronti del sindaco di Firenze, i cui supporter hanno fatto pubblicare pagine pubblicitarie sui principali quotidiani per invitare a votare e a registrarsi via mail chi non aveva votato domenica scorsa. Un gesto che, secondo Berlinguer, cozza con “il concetto di sobrietà della campagna elettorale” che era stato invocato “in un momento economico difficile come quello attuale”.

I garanti, dunque, tengono duro: le regole sono e restano quelle che sono state decise all’unanimità. Per cui, puntualizzano, “il corpo elettorale è quello costituito con la registrazione dal 4 al 25 novembre”. Eventuali deroghe, “di natura eccezionale”, dovranno essere “adeguatamente argomentate nella richiesta, che dovrà essere non certificata ma motivata”, e riferite “solo a casi eccezionali”. E allora niente diritto di voto a Nino Bixio, Topolino, Mago Zurlì e Giuliano Ferrara, intestatari di email farlocche (a Milano su 20mila richieste di voto, 17 mila avevano lo stesso format) che sono state inviate al comitato per chiedere una nuova registrazione sull’onda dell’invito contenuto nelle pubblicità pagate dai renziani: “Hanno organizzato il flusso sottraendone la personalizzazione, con modelli uguali e generici che hanno determinato un turbamento”, ha rilevato Berlinguer, aggiungendo che la registrazione informatica va avanti, parzialmente realizzata in outsourcing da società specializzate pagate con parte dei contributi versati al seggio dagli elettori. E questo perché domenica tutto sia “semplice e trasparente”, garantendo efficienza, regolarità e certezza del voto in tutti i seggi”.

Un poster comparso oggi a Roma. (postato su Twitter da Claudio Cerasa)

Renzi, da parte sua, rivendica di non aver violato le regole (“Una barzelletta che non fa ridere”) accusando l’avversario di “voler avvelenare il clima per il dopo”. Ma Bersani non ci sta: Renzi “non faccia la vittima”, rispetti le regole e non “sfregi” l’iniziativa delle primarie. Per contro a Roma oggi sono comparsi manifesti come quello in pagina (postato su Twitter dal giornalista del Foglio Claudio Cerasa).

E allora: allo stato dell’arte il “corpo elettorale” del 2 dicembre sarà composto da tutti quelli che si sono registrati in tempo. Voteranno ai seggi coloro che hanno votato al primo turno. Potranno votare anche quelli che si sono registrati online ma che non hanno votato al primo turno e quindi potranno farlo versando i 2 euro e ritirando il certificato di elettore di centrosinistra. A tutti coloro che hanno mandato una richiesta via fax o online è stato ricordato che entro domani riceveranno una risposta e sapranno se la richiesta è stata accettata o meno, insieme all’eventuale indicazione del seggio dove recarsi. Nel caso che non si riceva nessuna comunicazione, la domanda va ritenuta respinta.

 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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