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Mettere un argine all’affollamento delle carceri e ricondurre alla originaria natura l’istituto penale per il recupero del condannato e la prevenzione dei reati. Presentato alla Camera un disegno di legge delega da attuare con successivi decreti legislativi che interviene nell’ampio capitolo delle depenalizzazioni. Prevista, nella norma un istituto oggi limitato alla giustizia minorile di messa alla prova che sospende il procedimento penale e il processo che non esclude il ritorno ai riti e alle pene ordinarie in caso di recidiva. Ricorso a pene detentive alternative al carcere, razionalizzazione del sistema sanzionatorio con la depenalizzazione in in illeciti amministrativi di alcuni reati previsti dal codice penale per i quali è introdotta la multa, l’ammenda comprese tra 300 e 15 mila euro e con la sospensione di diritti e licenze (si pensi alla sospensione della patente per il consumo di droghe). Esclusi dal nuovo regime attenuato le condotte di vilipendio comprese tra i delitti contro la personalità dello Stato, i reati in materia di edilizia e urbanistica, ambiente, territorio e paesaggio, immigrazione, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica e circolazione stradale.
Prevista anche la sospensione del procedimento penale e la sperimentazione dell’istituto della messa alla prova è previsto all’articolo 3 del decreto. Il procedimento è sospeso e condizionato al buon esito del periodo di prova controllato e assistito da appositi uffici giudiziari. un po’ quello che oggi accade con minori che commettono reati, così da offrire ai soggetti condannati per reati di minore entità la possibilità di dimostrare la volontà di riabilitazione sociale e di voler riparare ai torti inflitti alle vittime dei reati commessi anche ai fini del pieno reinserimento sociale oggi invece escluso dal corto circuito reato-condanna-carcere fino alla completa estinzione del reato. Per questo viene anche allargata la platea di applicazione dell’istituto degli arresti domiciliari. All’articolo 5 del decreto si introducono due nuove pene detentive non carcerarie destinate a sostituire le attuali pene della reclusione e dell’arresto in caso di condanne per reati puniti con pene detentive non superiori a 4 anni. Gli arresti domiciliari vengono applicati anche con la parcellizazione per fasce orarie o giorni della settimana, (non meno di 15 giorni e più di 4 anni nel caso di delitti e da 5 giorni a 3 anni, nel caso di contravvenzioni) Introdotta, infine, dalla norma presentata in Parlamento, anche la misura della sospensione del processo nei confronti degli irreperibili, in attuazione del principio di effettiva conoscenza, da escludere nel caso in cui l’imputato cerchi volontariamente di sottrarsi al processo evitando con sotterfugi o altri mezzi la notifica del procedimento penale a suo carico.

tovato su: Il Denaro

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