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Anche se i partiti includono nelle loro liste nomi di condannati hanno diritto ai rimborsi elettorali. E’ stato respinto alla Camera con 325 no l’emendamento dell’Italia dei Valori che puntava a interrompere l’erogazione delle risorse pubbliche in presenza di eletti e candidati condannati anche con sentenze non definitive. Contro la bocciatura hanno protestato anche i finiani. Lo Presti (Fli) ha annunciato la sua astensione sull’intero provvedimento.

Per il relatore del testo sul finanziamento dei partiti, Gianclaudio Bressa, in conferenza stampa con l’altro relatore Peppino Calderisi, Montecitorio “ha bocciato l’emendamento” in quanto “la responsabilità penale è del tutto personale”. Bressa aggiunge però che “è stato accolto comunque un ordine del giorno in questo senso”, ricordano.

Antonio Di Pietro, primo firmatario della proposta, commenta la decisione della Camera sul suo blog. “Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore – scrive –  e ogni volta che c’è una commemorazione per morti di mafia continuano ipocritamente a inondarvi di messaggi sulle battaglie delle istituzioni, mentre lavorano in direzione opposta”, commenta il leader Idv che ha deciso di diffondere un video perchè “quel che è successo stamattina in Parlamento nelle votazioni della legge sul finanziamento dei partiti è gravissimo”. Di Pietro spiega anche il silenzio intorno a “quanto sta accadendo nell’aula della Camera” perché ritiene che “in questo Paese non esiste più un’informazione imparziale e onesta. I media parlano con una voce sola e si preoccupano di nascondere le cose invece di raccontarle: il manovratore non va disturbato”. Ribadisce poi la posizione dell’Italia dei Valori che “voterà contro questa legge sul finanziamento dei partiti perchè è una legge-beffa, di una casta che pensa all’autoconservazione”.

Di Pietro interviene anche in merito ai controlli sul bilancio dei partiti. Il Parlamento infatti ha stabilito che “spetteranno a un comitato composto sì da magistrati, ma nominati dai presidenti delle Camere invece che dall’organo che per Costituzione dovrebbe esercitare questi controlli, ossia la Corte dei Conti. Addirittura hanno bocciato un emendamento IdV, a mia prima firma, che stabiliva – conclude Di Pietro – la decadenza del finanziamento pubblico ai partiti che non presentano liste pulite”. Contro il testo hanno votato l’Idv, la Lega, i Radicali e Noi Sud. Molti deputati del centrodestra non hanno partecipato alla votazione finale: a cominciare da Antonio Martino (Pdl), che definisce la legge “la prosecuzione coatta del finanziamento pubblico, in spregio alla sovranità popolare”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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