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Le aziende sanitarie, al pari delle altre amministrazioni pubbliche, devono adottare entro il 31 marzo di ogni anno piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione oltre che di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate ed il ricorso alle consulenze (persone giuridiche). I piani devono indicare la spesa sostenuta per ciascuna delle voci interessate ed i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari. Le eventuali economie aggiuntive possono essere utilizzate annualmente, nell’importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione integrativa. Il restante 50 per cento è destinato all’erogazione di premi (articolo 19 del decreto legisdlativo n. 150 del 2009). E’ quanto prevede l’’articolo 16 del decreto legge n. 98 del 2011

Le risorse
Le risorse sono utilizzabili solo se a consuntivo è accertato, con riferimento a ciascun esercizio, il risparmio atteso. I risparmi sono certificati dai competenti organi di controllo. I piani adottati dalle amministrazioni sono oggetto di informazione alle organizzazioni sindacali rappresentative.
A mio parere in un’Azienda sanitaria bisogna prima definire le linee strategiche da adottare per poi individuare gli obiettivi operativi e di risparmio.

Linee strategiche
Portare avanti, anche mediante eventuali riorganizzazioni, attività che potenziano la capacità dell’azienda sanitaria di erogare prestazioni (sia assistenziali che scientifiche), riorganizzare e potenziare il day hospital con apertura sulle 12 ore anche dei servizi di diagnostica e di laboratorio, utilizzare il ricorso al day surgery ed alle dimissioni protette per ridurre i tempi di degenza media per il ricovero e l’abbattimento delle liste di attesa, dare impulso alla totale informatizzazione dell’Ente (delle attività scientifiche, assistenziali, tecnico-amministrative). Queste le principali linee strategiche sulle quali puntare.
Ciò contribuirà alla creazione di un adeguato sito web che sarà di supporto indispensabile all’adeguata applicazione di tutte le norme dettate dall’autorità del garante della protezione dei dati personali. La disponibilità di un adeguato sito web deve consentire la creazione di una rete di informazioni, di servizi diagnostici e di protocolli terapeutici.
Previsto anche il potenziamento della terapia antalgica e la implementazione della rete delle cure palliative e le cure palliative domiciliari; E ancora potenziare le attività di diagnosi e cura, anche mediante particolare concentrazione di risorse umane, tecnologiche, finanziarie e strutturali, nei settori dell’Oncologia che riguardano le patologie definite big killers. In questo caso puntando sul trattamento dei tumori toraco-polmonari, delle neoplasie dell’addome e dei tumori dell’addome con particolare riguardo ai tumori epato- pancreatici. Fari puntati anche sui centri per le cure dei tumori al seno con particolare attenzione alla chirurgia onco-ricostruttiva e radiochirurgia. E ancora il trattamenti dei tumori della sfera uro-genitale con particolare attenzione allo sviluppo di tecniche endoscopiche. Non manca la diagnostica con la Radioterapia e radiologia domiciliare digitale con tecniche innovative, anche nell’ottica di offrire un service alle altre strutture ospedaliere della Campania.

Assistenza sanitaria
Sul fronte dell’assistenza un punto cardine è la partecipazione alla progettazione e realizzazione della rete oncologica regionale, di supporto alle strutture oncologiche regionali della rete per la diffusione ed implementazione di procedure diagnostiche e terapeutiche complesse nonché alla formazione del personale. Obiettivo è in quesrto caso mettere iun bastone tra le ruote del motore sempre acceso della migrazione sanitaria extra-regionale attraverso il potenziamento della dotazione tecnologica ed il conseguente incremento dell’offerta di prestazioni ad elevata specializzazione e complessità. Oltre che lo svolgimento delle attività di ricerca assistenziale quale struttura di secondo livello nell’ambito dei programmi di screening attivati sul territorio regionale. Attività di assistenza, ricerca e formazione finalizzate al miglioramento della qualità della vita del paziente oncologico, implementazione delle attività di ricerca assistenziale applicata e traslazionale, in particolare attraverso la costituzione di un centro per gli studi di Fase I in oncologia e la sperimentazione di tecnologie altamente innovative; ospedalizzazione domiciliare attraverso l’assistenza oncologica domiciliare (cure palliative), armonizzandone l’organizzazione attraverso la attività formativa del personale operante sul territorio. E poi servizi finalizzati all’assistenza alle strutture delle Aziende sanitarie che lo richiedono, rilevazione del dolore da inserire nella cartella clinica in base alle previsioni sensi della legge n. 38 del 2010. E ancora aumento dei posti letto ed incremento delle prestazioni ad elevata specializzazione.

Obiettivi assistenziali
Tra gli obiettivi assistenziali vi sono il miglioramento dell’assistenza ai pazienti neoplastici, avvalendosi dei più moderni mezzi diagnostici e terapeutici per elevare il livello qualitativo della prevenzione e della diagnosi delle neoplasie e offrire terapie di avanguardia, riducendo la migrazione dei pazienti. Spazxio anche al trasferimento rapido dei risultati ottenuti, sia dalla ricerca di laboratorio e clinica all’assistenza sia, con percorso inverso, dall’assistenza alla ricerca, in risposta alle sollecitazioni continue che le nuove esigenze assistenziali pongono, determinando un circuito virtuoso che sinergicamente conduce a una accelerazione dei risultati e al raggiungimento di livelli assistenziali di eccellenza.
Elementi su cui puntare sono anche L’umanizzazione dell’assistenza, attraverso la presa in carico completa del paziente ed il continuo supporto clinico, logistico, amministrativo e psicologico al paziente stesso ed ai suoi familiari. Il superamento della rigida organizzazione in Strutture Complesse con assegnazione dei posti letto, del personale sanitario e delle attrezzature ai dipartimenti d’organo. Elaborare i percorsi diagnostico terapeutici per singole e selezionate patologie e validare gli standard assistenziali specifici per ogni tipo di patologia, con particolare riguardo anche alla riabilitazione psicofisica e sociale, all’umanizzazione, al supporto psicologico e socio-familiare, all’integrazione del territorio, all’aggiornamento professionale.
Sperimentare approcci di diagnosi e terapia innovativi rivolti al miglioramento della qualità dell’assistenza ed al contenimento della spesa, monitorare gli interventi, elaborare piani di cura per ogni singolo paziente, attraverso un processo formalizzato, che dovrà essere condiviso dal team multidisciplinare. Seguire il paziente preso in carico durante tutto il suo percorso diagnostico e terapeutico, incluso il follow-up;
Mantenere un rapporto assistenziale col paziente anche dopo la dimissione attraverso la attivazione di una interfaccia continua con la sanità del territorio.
La realizzazione del piano di cura individuale di ogni paziente è infine affidata alla responsabilità di un case manager con compiti di supervisione e di coordinamento di tuttele attività necessarie per il malato nonché alla valutazione dei risultati.
In questo modo, è stato creato un meccanismo di controllo interno, con possibilità di auto-monitoraggio continuo e di intervento tempestivo per risolvere
eventuali disfunzioni.

*manager european
cancer patient coalition

tovato su: Il Denaro

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