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Il documento è sicuramente di alto livello, dal mio punto di vista difetta di aggancio al fenomeno, ben più grave del passato, della deindustrializzazione. I settori messi sotto la lente dell’articolo sono spesso, quantunque di effetto come la vocazione turistica, marginali ai fini dell’economia di Regioni ormai da mezzo secolo votate al Manifatturiero con specifiche eccellenze che si stanno smobilitando. La velocità e la aggressività dei fenomeni di erosione attuali non sono né paragonabili né riconducibili a fatti del 1979, ne sono purtroppo l’effetto e gli acceleratori sono tutti legati all’ultimo decennio nel quale aldilà del contesto ( per alcuni versi meno cruento che in altre regioni del Nord dove il fenomeno malavitoso pesa maggiormente sulla economia) ha avuto preponderanza la nuova politica di esclusione del Sud a favore del Nord. La questione meridionale deve essere affrontata senza il timore di apparire di parte. Lo sviluppo delle infrastrutture è uno degli indicatori forti della valutazione delle società di Rating ne è un esempio per il quale è facile vedere che lo Stato Italiano ( che aveva il dovere di non discriminare) ha fatto grandi progressi e razionalizzato una rete il cui anello si chiude poco dopo il Garigliano. Il sud non è comunicante nemmeno tra le due sponde. La conseguenza ? ieri di ritorno dalla presentazione di AMC alla Camera dei deputati del VI rapporto sulla classe Dirigente, ho preso il treno AV proveniente da Milano; a Napoli è sceso un esercito di Giovani, con valige moderne e porta computer, che tornavano a casa per la Pasqua. Sarebbe stata interessante una foto degli anni 70’ – 80’ da confrontare per capire la differenza e comprendere il dramma della perdita di talenti e di competenze avvenuta nel ventennio del Craxi- Berlusconismo.
Auguri a Voi tutti per una serena Pasqua con i vostri cari
G.B.

tovato su: Il Denaro

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