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Effetti sul governo? Decideremo domani”. Cioè oggi, il giorno dopo il voto serale in giunta al Senato che spiana la via alla decadenza di Silvio Berlusconi. Così il segretario del Pdl Angelino Alfano rinvia per l’ennesima volta ogni decisione sulle sorti del governo Letta in caso di uscita di scena del Cavaliere. “Questa sera Silvio Berlusconi ha dimostrato senso dello Stato”, ha affermato Alfano a Matrix riferendosi al videomessaggio del leader diffuso ieri, “ma questo non significa che non sia aperta la questione sulla compatibilità del nostro rapporto con questi compagni di strada. Questo tema lo affronteremo con il presidente Berlusconi in questi giorni: domani (oggi, ndr) lui sarà a Roma e ci incontrerà e domani decideremo”.

Sulla testa di Enrico Letta, insomma, continua a pendere l’incognita del comportamento del Pdl, anche se sembra essere tramontato l’aut aut che legava la tenuta dell’esecutivo al salvataggio politico del leader condannato in via definitiva per frode fiscale. Si fa strada l’ipotesi di un lungo logoramento, il trattamento Monti per capirsi, per andare a elezioni anticipate contro un avversario ormai logorato. Non a caso il videomessaggio di Berlusconi è parso soprattutto un inzio della campagna elettorale della nascitura Forza Italia. Che sarà lui a guidare, anche fuori dal Parlamento. “Penso che si dimetterà da senatore prima del voto, non accetterà la prepotenza di questa persecuzione che sta subendo”, prevede Maurizio Gasparri (Pdl) in un’intervista a “Citofonare Adinolfi” su Radio Ies.

“Il Pdl resta al governo per non lasciare spazi al partito delle tasse e della spesa pubblica”, afferma al Corriere della Sera Renato Schifani. E il possibile voto anticipato? “Non è questione di date”, spiega il capogruppo al Senato. “Tutto dipende dalla capacità del governo di dare una svolta alla politica economica, con la manovra di fine anno”. Nel frattempo Berlusconi”continuerà a fare politica. Sarà lui a valutare il nuovo assetto, come sempre. Poi la struttura sarà delineata di comune intesa, in piena serenità. Non posso non immaginare un ruolo di rilievo per Angelino Alfano. E posso rassicurare i nostri elettori: nessun trauma, la classe dirigente sarà valorizzata in base a storie personali e capacità”. Sull’ipotesi di un Letta-bis, Schifani afferma di escludere “operazioni di trasformismo da parte di alcun senatore del Pdl”.

Tanto tuonò che non piovve? Non la pensa così Rosy Bindi, già presidente del Pd: “Per quanto mi riguarda, con questo discorso Berlusconi ha staccato la spina al governo Letta”, spiega a Repubblica. “Troppe volte lo abbiamo sottovalutato, è l’inizio della campagna elettorale”. Quanto ai contenuti della performance berlusconiana, continua Bindi, “sono tutti slogan vecchi che non aiutano il paese e anche lontani dal programma del governo”. Una “denigrazione pura contro la sinistra… Ci leggo una chiara presa di distanza dal percorso delle larghe intese”. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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