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Un altro favore, un altro episodio di uso improprio del ruolo di presidente degli Stati Uniti da parte di Donald Trump. Lo denunciano Bloomberg e il Washington Post che parlano di una richiesta del tycoon, datata 2017, all’allora segretario di stato Rex Tillerson di lavorare ad un “accordo diplomatico” per fermare il procedimento penale nei confronti di Reza Zarrab, un commerciante d’oro turco-iraniano accusato di corruzione e difeso da Rudolph Giuliani, il legale personale di The Donald. I due media statunitensi riportano anche la reazione dell’allora titolare degli Esteri che rimase scioccato dalla richiesta e ne parlò con l’allora capo di gabinetto della Casa Bianca, John Kelly.

In un incontro nello Studio Ovale, oltre a Trump, Tillerson e Giuliani, era presente anche Michael Mukasey, ex ministro della giustizia di George W.Bush, che propose a Tillerson lo scambio tra Zarrab e un pastore americano arrestato dai turchi. A fare lobby per il caso Zarrab sarebbe stato lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Un altro episodio in cui i media descrivono un uso personale del ruolo presidenziale, come successo in occasione della telefonata con l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha dato il via allo scandalo Kievgate, sul quale continuano a uscire nuove indiscrezioni. In due interviste rilasciate a The Atlantic e Wall Street Journal prima dell’arresto, giovedì, di Lev Parnas e Igor Fruman, i due uomini che avrebbero aiutato Giuliani nei suoi tentativi di convincere l’Ucraina a indagare su Joe Biden e la sua famiglia, l’avvocato personale di Trump ha anche dichiarato che aveva in programma di partire per per Vienna, la stessa città dove erano diretti i due uomini. Questi, poche ore prima di essere fermati, avevano pranzato con Giuliani al Trump International Hotel di Washington.

Oggi anche il Wp torna sulle indagini relative al Kievgate e lo fa scrivendo che almeno quattro responsabili della sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump lanciarono l’allarme sulle pressioni esercitate sull’Ucraina per motivi politici, prima e dopo la telefonata al centro delle indagini per impeachment al presidente. Il quotidiano aggiunge che i quattro erano così allarmati dalla situazione che sollevarono la questione con il consigliere legale del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Eisenberg.

Intanto, Donald Trump continua ad attaccare i propri avversari politici e lo fa durante un comizio a Minneapolis. Primo a finire nel mirino è, come ci si poteva aspettare, proprio Biden: “Joe Biden è stato un buon vicepresidente solo perché sapeva come leccare il culo a Barack Obama – ha dichiarato – I Biden sono diventati ricchi mentre l’America veniva derubata. Sleepy Joe e i suo amici hanno svenduto l’America, e da un nuovo report viene fuori che Biden quando era vicepresidente ha lavorato con la talpa del caso Ucraina. Questa non è altro che una caccia alle streghe, un sabotaggio”.

Nel mirino del tycoon sono finite anche la speaker della Camera, Nancy Pelosi, di cui “non si sa se è veramente un’idiota o se ci fa. O forse – ha aggiunto – Nancy è solo una disonestà”, e la deputata Dem Ilhan Omar, prima musulmana eletta in Congresso: “È una socialista che odia e disprezza l’America, una che ha sposato suo fratello per venire nel nostro Paese”, ha dichiarato riprendendo una teoria diffusa dall’estrema destra a proposito del primo matrimonio di Omar.

L’affondo contro i Democratici si conclude con il presidente che li definisce “gente malata e folle che indaga sul presidente per azzerare il vostro voto del 2016 come se non fosse mai e esistito. Vogliono cancellare la vostra voce e il vostro futuro”.

L’articolo Usa, media: “Trump chiese di fermare indagini su uomo difeso da Giuliani”. Kievgate, 4 della sicurezza nazionale lanciarono l’allarme proviene da Il Fatto Quotidiano.

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