-2 alla Samp, e per plusvalenze Juve Ferrero è nei guai

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Non c’è pace per la Sampdoria. I dirigenti della vecchia gestione finiscono nei guai per le plusvalenze fatte scambiando giocatori con la Juventus, e la crisi societaria che l’ha portata sull’orlo del fallimento prima dell’arrivo del tandem Radrizzani – Manfredi è costata al club blucerchiato 2 punti di penalizzazione per mancati versamenti Irpef e Iva sugli stipendi dei dipendenti per il trimestre gennaio – marzo 2023. Tutto nello stesso giorno.     I guai di Massimo Ferrero, ormai ex patron della Samp, sembrano non finire più. Dopo la procura di Paola, in Calabria, anche quella di Genova ha indagato il “Viperetta”. Accusato di false comunicazioni sociali, emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa allo Stato, malversazione. Dietro una serie di operazioni con la Juventus dal 2019 fino al 30 marzo 2023.     Con lui sono indagati anche l’allora vicepresidente Antonio Romei e l’allora direttore amministrativo Alberto Bosco, quest’ultimo ancora membro del Cda del club. La Guardia di finanza di Genova, coordinata dalla Procura, ha perquisito la sede del club e acquisito documentazioni. Lo ha fatto anche negli uffici di Banca Sistema e Macquarie Bank, a Roma nelle sedi di Sace (società del gruppo pubblico Cassa depositi e prestiti), Mediocredito Centrale e Istituto per il credito sportivo.     L’inchiesta, che si compone di tre filoni, parte dalle carte trasmesse dalla procura di Torino che aveva indagato sulle plusvalenze della Juventus ottenute attraverso le compravendite “gonfiate” di vari giocatori. Attraverso queste compravendite artefatte, sette nello specifico, anche la Samp avrebbe gonfiato i suoi bilanci. Tra le cessioni “sospette” c’è in particolare quella del portiere Emil Audero, passato dai bianconeri ai blucerchiati, e poi le cessioni dalla Samp alla Juve di Daouda Peeters e Erasmo Mulè, nel 2019. E i passaggi dal club torinese a quello genovese di Nicolò Francofonte, Matteo Stoppa ed Erik Gerbi, e alla cessione dalla Samp alla Juve di Giacomo Vrioni, avvenute nel 2020. Secondo gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Paola Calleri e dall’aggiunto Francesco Pinto, la Sampdoria avrebbe percepito indebitamente i cosiddetti “fondi Sace”, uno strumento di garanzia e sostegno economico creato dallo Stato per compensare, almeno in parte, il calo di fatturato subito da società attive in specifici comparti durante la pandemia da Covid 19. Secondo l’ipotesi dei pubblici ministeri, la Samp non avrebbe avuto titolo a incassare quei fondi, visto che i bilanci non erano veritieri. Infine, grazie alle carte inviate dalla procura di Paola, si è scoperto che Ferrero avrebbe usato una parte di quei fondi assistiti con garanzia statale, per ripianare le sue società cinematografiche.     Secondo l’accusa, la Sampdoria avrebbe ottenuto 5 milioni di finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia per le Piccole e medie imprese, gestito da Mediocredito Centrale, oltre a 17 milioni di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica concessa da Sace, erogati da Banca Sistema e 40 milioni da Macquarie Bank. Nel mirino degli inquirenti sono finiti anche i finanziamenti ottenuti dalla società dall’istituto di Credito sportivo per la riqualificazione, tra l’altro, degli impianti sportivi della squadra a Bogliasco e dello stadio Ferraris. 
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