500 milioni per rilanciare il trasporto pubblico locale

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[Rassegna stampa] – Nel futuro più prossimo sarà davvero difficile ritornare a utilizzare il trasporto pubblico locale come prima. Finché ci saranno le regole sul distanziamento sociale e la diffidenza, uno schermo molto più forte della mascherina, per molti utilizzare il cosiddetto ‘tpl’ non sarà conveniente (e infatti stanno rifiorendo le bici). Tuttavia, con ottimismo, si dovrebbe tornare alla normalità: per mantenere vivo il settore dunque servono fondi. Che sono stati inseriti nel Decreto Rilancio: 500 milioni di compensazioni per i ricavi mancati.

“Il Decreto Rilancio, approvato mercoledì sera dal governo, prevede un pacchetto di misure economiche per le aziende dei trasporti colpite dall’emergenza Covid-19. In particolare, per il trasporto pubblico locale (bus, tram, metropolitane e treni regionali) viene istituito presso il ministero dei Trasporti (Mit) un apposito fondo da 500 milioni di euro per compensare i minori ricavi da traffico causati dalla pandemia. Nelle bozze iniziali del decreto la cifra indicata era di 800 milioni, poi ridotta a 500. Le aziende del Tpl stimano per l’anno in corso una perdita di fatturato complessiva pari a circa 1,5 miliardi di euro rispetto al 2019. Andrea Gibelli, presidente di Asstra (l’associazione delle imprese del Tpl), osserva: «Oltre al netto calo di viaggiatori dovuto al periodo, la perdita è aggravata da un’evasione del titolo di viaggio». In pratica, in molti non pagano il biglietto. Gibelli, nominato ieri presidente di Confservizi, la Confederazione formata da Asstra e Utilitalia che raccoglie tutte le imprese di servizi pubblici locali, è anche azionista al 50%, attraverso Ferrovie Nord Milano, di Trenord (l’altro socio sono le Fs): la compagnia ferroviaria lombarda dichiara mancati ricavi da traffico per 50 milioni nei mesi di marzo e aprile, mentre per l’intero anno l’azienda si attende una perdita molto più significativa. Il Dl Rilancio prevede sostegni anche al settore ferroviario. Un indennizzo di 115 milioni a favore di Rete ferroviaria italiana (gruppo Fs), quale gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, per compensare la riduzione degli introiti da pedaggio, causata dalla contrazione del traffico ferroviario e dalla soppressione dei treni da parte delle altre imprese ferroviarie che, conseguentemente, non corrispondono il pedaggio al gestore della rete. Non mancano le critiche. Il trasporto di bus di linea sulla lunga percorrenza è deluso dal decreto. Andrea Incondi, managing director di FlixBus Italia, dice: «Altro che Dl Rilancio per noi è Dl Rovina. Questo provvedimento è un disastro: il governo ha scelto di lasciar morire le aziende private che operano sulla lunga distanza e di favorire aziende che già ricevono finanziamenti pubblici o aziende di Stato, come quelle del trasporto ferroviario e quello aereo».”Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2020

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