Alesi: “La Ferrari non può partire così indietro”

Formula 1 Sport

La Ferrari ha avuto la sua giornata orribile in Austria, al Gran Premio di Stiria, appena sette giorni dopo aver assaporato un secondo posto con Charles Leclerc. Il monegasco ha valutato male lo spazio a disposizione alla seconda curva dopo lo start, finendo sopra Sebastian Vettel e rovinando irrimediabilmente entrambe le vetture. Le Rosse sono rientrate mestamente ai box, chiudendo in anticipo una gara che sarebbe stata probabilmente sofferta considerando che era in ballo una prova comparativa tra vecchia e nuova aerodinamica.

Tuttavia, secondo il parere autorevole di Jean Alesi, non sarebbe giusto dare tutte le colpe a Charles Leclerc in un momento del genere. La situazione Ferrari dipende da altri fattori a monte. «La cosa inaccettabile non è l’errore di Leclerc, ma il fatto che la Ferrari sia partita così indietro. La Ferrari non può partire 13ª o 14ª. Quando ti ritrovi a metà schieramento in partenza rischi sempre. Incidenti del genere capiteranno ancora se si ripeteranno risultati simili in qualifica», ha spiegato l’ex pilota francese alla Stampa.

Il lato oscuro

Non è la stessa cosa rispetto allo scontro del GP del Brasile 2019: «No, lì avevo visto lo scontro di due ego. Stavolta l’errore è stato provocato dalla situazione. Leclerc è finito addosso a Vettel come poteva andare addosso a chiunque altro. Tutto è capitato in fretta, 900 metri dopo la partenza. La situazione è pesantissima. L’obiettivo che deve porsi la Ferrari è recuperare in fretta competitività. La frustrazione dei piloti nasce anche dalla consapevolezza di non avere in mano una monoposto all’altezza», ha detto il vincitore del GP del Canada 1995.
La rabbia di Leclerc davanti allo specchio e la mancanza di sorriso di Vettel non sono le uniche magagne da gestire in casa Ferrari, secondo Alesi: «Che Vettel abbia perso il sorriso è normale. Correre con la Ferrari era il suo sogno, ora non fa più parte del progetto, la botta è dura. Charles è giovane, sa di potersi rifare. Vettel invece ha fretta. L’unica cosa che non si può fare è dire: “rimandiamo tutto al prossimo anno”. Anche perché molte componenti saranno le stesse, e significherebbe mettere a rischio anche la stagione 2021. Nel nostro mestiere cambiare tutto significa rimandare. Anche chi governa ha sue responsabilità, e deve dimostrare di saperlo fare. La Ferrari non è una scuderia come le altre. È obbligata a vincere, e di questo bisogna tenere conto. Anche nei confronti degli appassionati».



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