Aston Martin Valkyrie, forti dubbi sul futuro

Formula 1 Sport

Aston Martin si è trovata in una situazione tremenda nel 2020. Nonostante l’arrivo di Lawrence Stroll e del suo ampio patrimonio, la Casa automobilistica britannica ha venduto poco anche prima del Covid-19 e ha accumulato un forte debito che solo con un’attenta pianificazione delle risorse e con la concentrazione su pochi e remunerativi progetti potrà essere appianato.

Uno dei progetti più suggestivi è sicuramente la Valkyrie, l’hypercar con il motore V12 aspirato da 6.5 litri costruito su misura dalla Cosworth (da circa 1.000 cavalli) che è accoppiato a un motore elettrico di fabbricazione Rimac che funge da Kers (160 cavalli aggiuntivi). L’auto ha un peso totale di poco più di 1000 kg, grazie al telaio monoscocca in fibra di carbonio, i fari alleggeriti e in generale a un lavoro di sottrazione che ha eliminato tutte le parti non aerodinamicamente e meccanicamente essenziali.
Sulla rivista britannica Car pare proprio che la creatura di Palmer non sia più quella di Stroll, più interessato alla Formula 1 che al WEC o a un programma come questo. Per altro il progetto WEC era già stato messo in standby in precedenza: “L’ambizione della nostra azienda resta quella di correre per la vittoria assoluta nella 24 Ore di Le Mans. Siamo entrati con l’Aston Martin Valkyrie nel WEC con la consapevolezza che avremmo lottato con vetture e produttori simili. La situazione è cambiata, e ha senso mettere tutto stand by e riconsiderare tutte le opzioni opzioni”, disse Palmer. Le nuove indiscrezioni hanno tuttavia peggiorato la situazione pre-esistente.

Aston Martin, perdite da record nel primo semestre

Si legge infatti che nei collaudi che comunque si stanno continuando a svolgere la Valkyrie sia poco maneggevole, con problemi relativi al rumore e all’affidabilità generale del mezzo. Si starebbe studiando una modalità per recuperare i costi di sviluppo aggiuntivi creando delle serie speciali, modelli unici da vendere a costi elevatissimi. Altrimenti sarebbe sul tavolo anche un’opzione assai più drastica: buttare tutto nel cestino allo scopo di concentrarsi sulla produzione della DBX.



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