Autostrade, da Cdp e fondi offerta da 7 miliardi

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Inizia a muoversi qualcosa sul fronte Autostrade. Nelle ultime ore infatti Cassa depositi e prestiti ha avanzato insieme a due fondi anglosassoni una proposta di compravendita di Aspi del valore di 7 miliardi di euro. Una cifra che potrebbe convincere Atlantia, che così come Cdp ha convocato per domani il cda dove si potrebbe deliberare quindi la rinuncia all’ipotesi della scissione di Aspi con quotazione in Borsa. Trovare un accordo è la priorità soprattutto per il governo, che se al contrario dovesse procedere con la revoca delle concessioni produrrebbe un rosso non di poco conto.

Autostrade, Cdp prepara l’offerta per Atlantia

Uno degli ostacoli principali ad oggi è rappresentato dai tempi stretti: come riportato da Repubblica in edicola oggi infatti la holding guidata dalla famiglia Benetton preme per poter valutare un’offerta “vincolante” da Cdp, Maquarie e Blackstone entro martedì 20 ottobre, scadenza dei cinque giorni di esclusiva e avvio dell’interlocuzione con i propri azionisti relativa all’assemblea convocata invece il 30 ottobre per approvare il percorso alternativo di scissione. La cifra pattuita per la compravendita come detto si aggira attorno ai 7 miliardi di euro: 9 miliardi di euro la valutazione iniziale, a cui però ne vanno sottratti 2 equamente suddivisi tra debiti di Aspi verso Cdp e stima dei possibili danni e ricadute legali legate al crollo del ponte Morandi di due anni fa.

Autostrade, la Borsa scommette sulla vendita a Cdp

L’edizione odierna della Stampa però lancia l’allarme e rimette la trattativa in una zona di grande incertezza: il quotidiano spiega infatti come l’offerta potrebbe slittare visto che la cordata, a quanto risulta, avrebbe bisogno ancora di qualche giorno per perfezionare la proposta e potrebbe quindi non rispettare i termini. Atlantia si trova ora davanti ad un bivio, e nel frattempo cede il 49% di Telepass al gruppo svizzero dei fondi Partners Group.



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