Binotto nel mirino: “Un ingegnere non è un capo squadra”

Formula 1 Sport

Il Gran Premio di Spagna ha testimoniato ancora una volta il difficile momento che sta vivendo la Ferrari. Il settimo posto conquistato da Sebastian Vettel a Barcellona, grazie ad una magistrale gestione delle gomme soft, non ha mitigato la delusione per una giornata alquanto negativa, culminata con il ritiro di Charles Leclerc e con la discesa al quinto posto della classifica costruttori alle spalle di Racing Point e McLaren. Inevitabilmente questa catena di risultati sta facendo crescere la pressione sulle spalle del team principal di Maranello Mattia Binotto, recentemente confermato dalla dirigenza del Cavallino per bocca di John Elkann.

Binotto: “Weekend molto deludente”

Da più parti però si levano critiche nei confronti della gestione Binotto. Il manager romeno Colin Kolles, che nella seconda metà degli anni 2000 ha avuto importanti ruoli dirigenziali in diverse scuderie di F1, tra cui Jordan, Spyker, Force India ed HRT, ha parlato al sito tedesco Motorsport Magazin esprimendo le ragioni per cui – a suo parare – Binotto non è adatto a guidare la Ferrari: “Binotto è un ottimo ingegnere – ha sottolineato Kolles – ma un ingegnere non è un capo squadra. Dal mio punto di vista, nessun ingegnere può essere un capo squadra. Conosco Binotto personalmente – ha aggiunto – è una persona che è formata dai numeri e non dai sentimenti. Questi ingegneri non capiscono il lato psicologico”.

Vettel: “La macchina è questa, il mio parere non conta”

Un problema, quello dei ‘rapporti umani’ di Binotto, che secondo l’ex boss della HRT è visibile nella gestione del rapporto avuta con Sebastian Vettel: “Il problema è come è stato scaricato. È stato fatto uscire sui media che Vettel stava tergiversando per avere un grosso stipendio, ma questo non è mai successo. Ha ricevuto appena una telefonata in cui è stato usato il Covid-19 come scusa. Inoltre hanno annunciato la separazione troppo presto – ha rincarato la dose Kolles – questo ha distrutto completamente la loro stagione. Ma i problemi sono iniziati qualche anno fa, quando Sebastian avrebbe potuto vincere il titolo ma non ha ottenuto il pieno sostegno della squadra. Quando una squadra vuole diventare campione del mondo, deve avere un pilota numero 1 e questo avrebbe dovuto essere Vettel – ha concluso – i piloti sono molto sensibili quando sentono di non ricevere pieno sostegno”.



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