Camel Trophy 1990, l’inizio di una nuova era

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Dopo dieci anni d’avventura in mezzo alle foreste pluviali tropicali di mezzo mondo, nel 1990 per la prima volta nella sua storia il Camel Trophy sbarca a nord dell’equatore. Teatro della undicesima edizione del raid in fuoristrada più famoso del mondo è la Siberia, il che rappresenta un evento eccezionale. L’Unione Sovietica, che sarebbe morta l’anno successivo in seguito al fallimento del golpe comunista che mirava a stroncare la politica della perestrojka e della glasnost di Mikhail Gorbaciov, non aveva infatti mai ospitato un evento internazionale di questo genere. Lunedì 4 giugno gli equipaggi sfilano sulla Piazza Rossa di Mosca prima di imbarcarsi sui giganteschi “Antonov 124” dell’Aeronautica militare sovietica, gli stessi che hanno trasportato gli oltre trenta veicoli del convoglio dall’Inghilterra in URSS.

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Un volo di sette ore separa la capitale da Bratsk: da questa città, che sorge sulle rive del fiume Angara, nel cuore della Siberia, il 6 giugno gli equipaggi di sedici nazioni (record di paesi partecipanti fino a quel momento) cominciano il loro viaggio di mille miglia nella taiga, un’avventura che li porterà ad affrontare sfide e pericoli sulle piste delle sconfinate foreste di conifere che circondano il più grande bacino d’acqua dolce del mondo, il lago Biakal.

Il Camel Trophy 1990 non verrà ricordato soltanto per essere stato il primo a non essere disputato nella giungla: l’undicesima edizione del raid segna infatti il debutto di un nuovo veicolo, il Land Rover Discovery con motore 2.5 turbodiesel, che verrà impiegato ininterrottamente fino al 1997. Il nuovo “eroe” meccanico della casa di Solihull, pur presentando un animo più gentile rispetto alle spartane sorelle Series III e 110, si dimostra più che all’altezza del compito che lo attende, macinando consensi tra i partecipanti.

(Foto: Toshiharu Urabe)

Camel Trophy 1989, in Amazonas il gioco si fa duro

Lasciata Bratsk, il convoglio punta i fari verso sud per raggiungere Kob, attraversando l’immensa taiga. I Discovery passano per Kachug e costeggiano il lago Biakal, per poi dirigersi a ovest fino all’arrivo a Irkutsk, sul fiume Angara. La nuova avventura si svolge in una zona remota ed estrema che, a memoria d’uomo, non ricorda il passaggio di stranieri e, in particolare, di occidentali. È l’inizio di una nuova era per il Camel Trophy, il cui mito ora vive in una dimensione senza confini.

(Gli olandesi Rob Kamps e Stijn Luykx festeggiano la vittoria del Camel Trophy 1990 con un brindisi sul cofano della loro Land Rover Discovery)
Dopo poco più di 1600 chilometri di gara, la vittoria assoluta va alla squadra olandese formata da Rob Kamps e Stijn Luykx, che mette a segno una doppietta per il paese dei tulipani, già vincitore del Camel Trophy 1983 con Henk Bont e Frans Heij. Ad alzare al cielo l’ambito Team Spirit Award, trofeo assegnato ogni anno all’equipaggio che ha dimostrato il maggior spirito di gruppo, è la squadra delle Isole Canarie composta da Carlos Barreto e Fernando Martin.



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