Camilleri: “Siamo dentro una buca”

Formula 1 Sport

Si è concluso con un doppio piazzamento a punti il 1000esimo Gran Premio della storia della Ferrari, ma questo è davvero l’unico motivo per abbozzare un sorriso dalle parti di Maranello. L’ottavo posto di Charles Leclerc ed il decimo di Sebastian Vettel, in una gara conclusa da appena 12 macchine e su una pista che sulla carta avrebbe dovuto essere meno ostile alle caratteristiche della SF1000, non fa altro che confermare il tremendo periodo nero che sta vivendo la scuderia del Cavallino. A margine del fine settimana celebrativo del GP di Toscana, il CEO Louis Camilleri ha espresso il suo pensiero sul momento della rossa.

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“Ora siamo dentro una buca, e sappiamo di essere dentro una buca – ha dichiarato l’a.d. rosso, come riportato da diversi siti inglesi – è una confluenza di fattori, ma qualsiasi cosa io dica sarà [considerata] una scusa. E a noi non piacciono le scuse. Quindi l’importante è concentrarsi sui problemi che abbiamo e lavorare duramente e con determinazione per tornare a quella che consideriamo la nostra giusta posizione”. La Ferrari al momento nel campionato costruttori è sesta, insidiata a 13 punti i distanza dall’Alpha Tauri. Se dovesse concludere il campionato in questa posizione di tratterebbe del peggior piazzamento dal 1980.

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“Credo che la Ferrari e la F1 siano in un certo senso unite – ha aggiunto ancora Camilleri, escludendo la possibilità di un addio della Scuderia al Circus – come [si può] immaginare la F1 senza la Ferrari? O il contrario? Siamo lì da sempre e siamo gli unici. Altri vanno e vengono. E sì, anche la storia crea pressione. Quindi non vediamo l’ora che arrivino i prossimi 1000 Gran Premi. Ci vorrà del tempo e spero che, con un po’ più di flessibilità nei regolamenti del prossimo anno, potremo almeno fare un passo avanti rispetto a quanto stiamo facendo ora – ha concluso il CEO del Cavallino – tanto di cappello alla Mercedes. Hanno fatto un lavoro incredibile. Vedremo nel 2022, con i nuovi regolamenti, se ci sarà un reset. Questa è la nostra speranza”.



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