Caos tamponi tra Francia e Italia: “L’autostrada non si blocca”

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] Prima giornata di caos al confine tra Francia e Italia: la nuova Ordinanza del Ministero della Salute ha colto tutti di sorpresa, compresi i militari che non hanno saputo dare spiegazioni a coloro che attraversavano il confine. I cittadini francesi infatti ora sono tenuti a fare un test che accerti la negatività al Covid o in alternativa di recarsi presso una struttura sanitaria entro 48 ore dall’ingresso ed effettuare il tampone in loco.

La crisi da Coronavirus mette in ginocchio Italo

Tuta mimetica, mitra in spalla, il giovane militare italiano fa cenno di proseguire. Ma al confine di Ponte San Ludovico è la stessa storia, da ieri mattina: le auto con targa francese dirette a Ventimiglia si fermano, il finestrino si abbassa e allora il ragazzo dell’Esercito anticipa la domanda: «Je ne sais pas», risponde stanco. Non lo so. Proseguite, prego. «Un momento scusi». «Dobbiamo fare il tampone? Quando, dove?». «Andiamo solo per fare la spesa, da voi le sigarette e il vino costano meno: più tardi potremo rientrare a Nizza?». «Noi ci fermiamo solo qualche giorno a Bordighera ». «Noi a Firenze, poi il Gargano». «La tv francese ha detto che tra poco chiuderete la frontiera». Non lo so, non lo so, non lo so. Arriva a piedi una coppia milanese, ha posteggiato vicino: «Possiamo andare in Costa Azzurra e tornare domani?». Proseguite, per favore. Cento metri dopo, territorio italiano, due auto dei carabinieri controllano il flusso. Qualcuno si ferma, chiede. La risposta? «Telefonate al numero verde 1500». Forse stamani arriverà qualche indicazione, chissà. Per ora, la nuova ordinanza del ministero della Salute ha colto tutti di sorpresa: i francesi di alcune regioni — in particolare Provenza e Costa Azzurra, giusto accanto alla Riviera dei Fiori — sono stati equiparati ai cittadini di altre nazioni come Croazia, Grecia, Malta e Spagna, il cui ingresso era già stato disciplinato il mese scorso. Se decidono di venire in Italia, non più tardi di 72 ore prima devono fare un test che accerti la negatività al Covid 19. Altrimenti, c’è l’obbligo di autodenunciarsi nelle 48 ore all’autorità sanitaria locale italiana più vicina, e sottoporsi a tampone. Sì però, qui a Ventimiglia e nella Riviera dei Fiori ogni giorno transitano in media 3.500 francesi: vengono la mattina per fare acquisti, tornano a casa in giornata. Che facciamo: li controlliamo tutti? Il venerdì poi, per il mercato cittadino, sono 40-50.000. «Noi viviamo di quello», si tormenta il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino. Che ostenta sicurezza, mostrando una precedente ordinanza: «Vedete? Qui c’è scritto che se un francese “transita” e se ne va entro 36 ore, non c’è bisogno di tampone. Per me, nessun problema: venerdì possono venire e rientrare, niente verifiche. Il mercato è salvo». Veramente il transito si riferisce a chi passa per l’Italia e si dirige in un’altra nazione, non per chi torna indietro. «Questo lo dice lei. Non mi risulta». Qualcuno rilancia, aumentando la confusione: se passano il confine, chi controllerà i visitatori francesi? E che sanzione è prevista, nel caso in cui trucchino le carte? Albergatori e commercianti liguri sono preoccupati: «È stata una stagione impossibile, potevamo avere ospiti dalla Francia. Così, invece…». […]Massimo Calandri, La Repubblica



Go to Source

Commenti l'articolo