Caso Ghosn, il sodale Kelly si dichiara non colpevole

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L’ex dirigente Nissan Greg Kelly era stato arrestato nel novembre 2018 insieme all’ex presidente Carlos Ghosn, con l’accusa di aver commesso alcuni illeciti riguardo l’omissione di compensi per un totale di 5 miliardi di yen in un arco temporale di 5 anni. Rilasciato su cauzione, Kelly è tornato a far parlare di sé visto che alla prima udienza del processo (che si sta tenendo a Tokyo) si è dichiarato “non colpevole“.

“Nego le accuse che sono state fatte dai pubblici ministeri“, ha detto Kelly. “Non sono stato coinvolto in una cospirazione criminale“. Ghosn, andando nel dettaglio, è stato accusato di aver accettato circa 9 miliardi di yen in pagamenti differiti dopo aver lasciato la società, soldi a cui non avrebbe avuto diritto secondo l’accusa, mentre Kelly, 64 anni, avrebbe contribuito a organizzare i pagamenti. Entrambi gli uomini hanno negato tutto, con Kelly che ha scelto una linea forse ancora più dettagliata nella sua difesa, visto che ha affermato che stava lavorando con altre persone presso la casa automobilistica in modo da trovare la piena legalità dei pagamenti ottenuti da Ghosn.

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Ghosn, scappato dal Giappone in modo rocambolesco, è stato più generico, spiegando che le fazioni all’interno di Nissan si erano rivoltate contro di lui perché immaginava un rapporto commerciale più stretto con Renault. Eventualità che appare avverrà presto, senza Ghosn, a causa però delle perdite causate da una gestione commerciale non ottimale e dal Covid-19.
Il punto cruciale del caso sembrerebbe andare verso i libri contabili: in particolare quella retribuzione che non era stata ancora fornita avrebbe dovuto essere elencata nei rapporti finanziari della società alle autorità. I pubblici ministeri sostengono che è stato raggiunto un accordo segreto, con Ghosn e Kelly alleati per nascondere le cifre reali. Il processo dovrebbe continuare fino alla prossima estate. Se condannato, Kelly rischia fino a 10 anni di carcere.



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