Champions, Pioli: ‘Ibra? Non sarà titolare col Porto’

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Due sfide decisive per la Champions e quella di domani è già una finale. E’ lo spirito con cui il Milan affronta la gara col Porto, dimezzato – come ormai da costante – per le assenze. Agli infortuni, all’indisponibilità di Theo Hernandez e Brahim Diaz positivi al Covid, si sommano quelle di Rebic – distorsione alla caviglia – e Kessié squalificato per quella sciagurata espulsione che ha compromesso la partita contro l’Atletico Madrid. Ma non c’è tempo per piangersi addosso, l’obiettivo del Milan è centrare l’impresa di salvare un percorso Champions complicato dallo zero in classifica dopo due giornate. “Arriviamo da due sconfitte che non rispecchiano la prestazione della squadra. Credo che il doppio scontro con il Porto sarà decisivo. Dobbiamo rimanere lucidi e concentrati per tutta la partita. Nelle prime due gare abbiamo pagato i piccoli dettagli. Abbiamo perso le prime due partite per alcune disattenzioni in fase difensiva”, l’analisi di Pioli. C’è solo un risultato che potrebbe riaccendere le speranze europee dei rossoneri: la vittoria. La squadra è carica e lo è in particolare Rafael Leao che giocherà il suo derby personale, essendo cresciuto nello Sporting e avendo segnato il suo primo gol proprio al Porto. “Sono difficili da affrontare ma per me e i miei compagni sarà una finale. Vogliamo vincere e fare punti per andare avanti, giocare con la testa giusta perché il Porto è una grande squadra”. Difficile fare pretattica, non dare indizi di formazione quando mancano i titolari. In attacco partirà dal primo minuto Giroud, con la possibilità di una staffetta con Ibrahimovic. “Zlatan sta meglio ma ha giocato solo un quarto d’ora contro il Verona. Il minutaggio può alzarsi – rivela Pioli – ma non penso possa avere tanti minuti in più”. L’ultima mezz’ora o magari qualcosa in più se ci fosse bisogno della spinta del fuoriclasse. Conceicao, allenatore del Porto, assicura di saperlo fermare anche se spiega che “nessuna squadra è quello che è un singolo giocatore”. Ibra è un riferimento come lo è Pepe nel Porto e il duello che si profilerà scalda già i tifosi portoghesi. “Zlatan è pronto ad affrontare qualunque difensore”, taglia corto Pioli. Perché in realtà il giocatore da temere più degli altri è Diaz, secondo l’allenatore rossonero. “Durante la sosta abbiamo studiato bene il Porto, speriamo porti frutti. Affrontiamo un avversario solido, compatto, con giocatori offensivi veloci, un allenatore preparato, una squadra preparata. Sarà una partita che presenterà difficoltà tipiche dei match di alto livello”. Senza Brahim Diaz sarà probabilmente Krunic a giocare centrale o in alternativa Daniel Maldini, affiancato da Saelemaekers e Leao. In mediana Bennacer e Tonali. Tutto deciso, o quasi. Con la speranza che la cabala strizzi l’occhio ai rossoneri. Il Milan non ha mai perso nelle otto trasferte giocate in Portogallo nella sua storia. Nell’anno del ritorno in Champions League dopo sette anni d’assenza, sarebbe uno smacco chiudere le prime tre giornate senza punti in classifica. Al Milan però c’è la consapevolezza di poter fare bene, di essere riusciti a tenere testa al Liverpool e di aver dovuto fare i conti con decisioni arbitrali discutibili con l’Atletico. Ora contro il Porto è l’ora del riscatto.   

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