Champions: Real Madrid-Manchester City DIRETTA

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Champions, semifinale di andata: Real Madrid-Manchester City 0-0  LA DIRETTA dalle ore 21La vigilia. Real Madrid-Manchester City, semifinale d’andata di Champions, è la rivincita di un anno fa, quando prevalsero i madrileni. Torna l’incrocio tra la vecchia e la nuova nobiltà del calcio europeo, tra il club che ha in bacheca 14 Coppe dalle grandi orecchie e chi ancora insegue la prima, nonostante gli ingentissimi investimenti profusi dalla proprietà di Abu Dhabi, arrivata nel 2008. Ma è anche la sfida tra Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, due degli allenatori più vincenti di sempre e dal carisma smisurato, pur se espresso in chiavi diverse: il primo, 63 anni, attentissimo ai rapporti con i giocatori (che lo ripagano con stima e affetto), amante della buona tavola, scaramantico; il secondo, 52, pronto alla battuta, ma dal carattere spigoloso, appassionato di golf, arte e… delle diete salutiste. “Il programma per domani? Giocare una partita completa, che significa dare il meglio a livello fisico, tecnico e motivazionale” ha detto alla vigilia Ancelotti, consapevole che “decisivo sarà il ritorno”. A questo punto della stagione “le motivazioni contano più della forma – ha proseguito – e la vittoria della Coppa del Re ci ha dato nuovo entusiasmo. Modric? Ci sarà”.Il tecnico di Reggiolo alla Champions dà del ‘tu’: ne ha vinte due in campo con il Milan e quattro in panchina (record), equamente suddivise tra rossoneri e Real. Al contrario, dall’arrivo di Guardiola, nel 2016, le delusioni europee del City si sono moltiplicate e il catalano non è riuscito a ripetere i fasti di Barcellona nelle edizioni 2008-’09 e 2010-’11. La macchina da gol Haaland (51 in 46 partite) era l’individualità che gli mancava ed ora Pep dispone della migliore squadra dai tempi di quel Barça. Ma secondo Ancelotti “parlare solo di Haaland è far torto ad una squadra completa, che attacca, che ha idee… Non giocheremo per fermare Haaland, ma una squadra che sembra inarrestabile. Invece penso che possiamo batterla”. Entrambi si professano allievi di Arrigo Sacchi, ma Ancelotti, che ha iniziato come suo secondo, ne è l’interprete più ortodosso. A Guardiola, seguace del tiki-taka e del possesso palla esasperato, piace sperimentare. Messi ‘falso nueve’ l’ha inventato lui. Ancelotti da sempre ripete: non sta scritto da nessuna parte che bisogna toccare la palla 20 volte prima di concludere a rete. Il City “è una squadra più completa rispetto allo scorso anno, quando avevano un attaccante molto bravo, Gabriel Jesus, ma con qualità diverse da quelle di Haaland – ha sottolineato Ancelotti – Oggi sfruttano meglio i lanci lunghi, perché hanno un centravanti molto alto. Ma è sempre la squadra di Guardiola, non ha cambiato il suo stile di gioco. Difende con efficacia e gestisce molto bene il pallone”.

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