Costi assicurativi aumentano per richiami e complessità auto

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L’ultima edizione dello studio Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) ha evidenziato nella crescente complessità delle auto e nell’aumento del numero di richiami da parte delle stesse Casa costruttrici le principali cause del boom della spesa globale per per gli interventi sui veicoli e dei relativi costi per cause legali e indennizzi. In Europa nel 2019, ultimo anno preso in considerazione dall’analisi, il numero di richiami ha raggiunto il valore più alto nella storia di Safety Gate, il sistema di allarme dell’Unione Europea per i prodotti pericolosi non alimentari. In totale i richiami di veicoli a motore nell’UE hanno raggiunto quota 475 nel 2019 – la cifra più alta dal 2010 – con un aumento significativo dell’11% rispetto all’anno precedente.

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Un fenomeno che negli Stati Uniti ha assunto proporzioni ancora maggiori. L’anno scorso la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha dovuto gestire quasi 1000 richiami relativi alla sicurezza di oltre 50 milioni di veicoli. Dei 966 richiami negli Stati Uniti lo scorso anno, 907 sono stati segnalati volontariamente e richiesti dalle case automobilistiche, mentre 57 sono stati avviati da NHTSA. Secondo i dati emersi dallo studio di AGCS sarebbero proprio la maggior attenzione alla sicurezza da parte dei car maker e il relativo aumento delle campagne di richiamo i fattori responsabili dell’aumento dei costi delle richieste di rimborso. Dall’analisi di quasi 400 richieste di richiamo nell’arco di cinque anni si evince che il settore automobilistico è il più interessato a queste procedure, rappresentando oltre il 70% del valore di tutti gli indennizzi. La colpa, secondo Daphne Ricken, Senior Liability Underwriter di AGCS, sarebbe delle automobili, oggi “più complesse che mai, con più di 30.000 componenti di diversa natura”. Una complessità che si traduce inesorabilmente in un aumento esponenziale dei costi. “In passato – spiega Ricken – i pezzi si aggiustavano o alla peggio si sostituivano. Oggi la maggior parte degli interventi riguarda ricalibrazioni di tecnologie elettroniche molto più costose. Il tutto determina un aumento delle spese di reclamo e richiamo delle auto”.

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Lo studio di AGCS evidenzia un altro aspetto critico, che riguarda la filiera dei fornitori dell’automotive: “La complessità della catena di approvvigionamento – chiosa Riken – rende la produzione automobilistica particolarmente esposta a cambiamenti o interruzioni. In molti casi, i componenti utilizzati dalle case vengono prodotti da un unico fornitore, un aspetto che espone a maggiori rischi di accumulo”. Questo ha portato a un aumento senza precedenti dei richiami e dei loro costi. Un caso che spiega bene la situazione è di Takata, società giapponese oggi fallita ma che dal 2002 al 2015 ha fornito decine di milioni di airbag difettosi a 19 case automobilistiche per un totale di oltre 60 milioni di veicoli. Secondo le autorità americane e di altri paesi, al difetto sarebbero riconducibili il ferimento di 300 passeggeri e la morte di 209 persone. Un dramma che alle compagnie assicurative è costato più di 24 miliardi di dollari in risarcimenti.



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