Crack azzurri, Capello: ‘Siamo quelli del passaggio indietro al portiere’

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L’Italia di Roberto Mancini, dopo la sconfitta inattesa a Palermo contro la Macedonia del Nord che ha interrotto il cammino degli azzurri verso i Mondiali di Qatar 2022, è tornata a Coverciano. Nessun tifoso c’era ad accogliere gli Azzurri, come nessuno si è posizionato fuori dai cancelli di Coverciano per tutta la mattina. In vista della gara di martedì in Turchia, gli azzurri svolgeranno un allenamento a porte chiuse.
Sono stati 9.735.000 gli spettatori, pari al 39.3% di share, che hanno seguito, su Rai1, la partita Italia-Macedonia del Nord per la qualificazione ai Mondiali di Calcio, che ha visto gli Azzurri sconfitti e di nuovo fuori.
Capello: ‘Imitiamo Guardiola, è un calcio sterile’ – “Un calcio che imita il Guardiola di 15 anni fa, tutti passaggetti laterali, nessuna verticalità, poca forza fisica, la disabitudine al contrasto: e invece dovremmo inseguire il modello di Klopp, un calcio alla tedesca..”. È l’impietosa analisi di Fabio Capello, dopo la mancata qualificazione al Mondiale da parte dell’Italia. “L’unica a fare questo in Italia e l’Atalanta, e guardate che risultati ha avuto – prosegue Capello, intervenuto a Sky -. In Europa si gioca a un altro ritmo, e non siamo abituati. Certo, i settori giovanili hanno pochi italiani, i giovani convocabili non trovano spazio in A, ma alla base c’è questa idea di calcio sbagliata. Siamo il Paese del passaggio indietro al portiere…”. “Se attaccanti ‘verticali’ come Osimhen, Lukaku, Abraham che nei loro campionati erano normali in A diventano fenomeni, dobbiamo porci delle domande”, ha aggiunto Capello. “Agli arbitri dico di fischiare meno, ai giocatori di tuffarsi meno, agli allenatori di inventarsi qualcosa di diverso, ai settori giovanili di dare spazio agli italiani. Mancini à un ottimo allenatore, ma  con la Macedonia del Nord era evidente la mancanza di freschezza atletica”. E quanto al possibile rinnovamento, “mi sorprende leggere le statistiche di certe partite: quel giocatore ha fatto 45 passaggi, ma quanti utili o illuminanti? Non c’e’ più chi apra il gioco, chi faccia un lancio in profondità. Qualcosa sta provando Italiano, qualcosa Blessin al Genoa che è anche piu’ avanti di Klopp. Ripeto, la via è il modello tedesco, se inseguiamo quello spagnolo la tecnica non c’e’..”.
Carraro: ‘Scusiamoci e niente sceneggiate’  – “Mancini deve pensare e fare un’introspezione capendo se esistono ancora le motivazioni oppure se non ci sono. Se ha la carica giusta ha dimostrato di avere tutto per essere il futuro ct della Nazionale, altrimenti deve lasciare. La Lega Dilettanti, la Serie C, la Serie B e la Serie A con la Federazione devono studiare un progetto per il potenziamento dei vivai affinché sfornino giocatori in grado di giocare in Nazionale. C’è un gran lavoro da fare sul piano tecnico, legislativo e organizzativo. Questa è la priorità”. Dai microfoni dell’emittente Radio Punto Nuovo l’ex presidente di Federcalcio e Lega di A, Franco Carraro, detta la sua ricetta per la rinascita della Nazionale dopo il disastro provocato dalla sconfitta contro la Macedonia del Nord. “Il controllo economico è un aspetto, ma quello dei vivai è fondamentale – dice ancora Carraro -. Tutti dobbiamo scusarci con i tifosi per quanto successo, anche io che sono membro d’onore, perché è uno schiaffo enorme. Non penso che delle dimissioni generali servano a tanto, occorrono cose concrete e non sceneggiate. Far finta non servirebbe a nulla”. Secondo Carraro “bisogna cominciare a lavorare da subito, poi inizieranno le qualificazioni agli Europei, dobbiamo riprenderci. Se abbiamo una colpa tutti è che ci siamo esaltati con l’Europeo ignorando un problema che è cresciuto giorno dopo giorno”. “I nostri vivai non sono più di ausilio al calcio italiano, anzi lo danneggiano – conclude Carraro-. La colpa è di tutti”.
Casini (Lega A): ‘Insuccesso dell’intero calcio Italiano’ – “La mancata qualificazione alla fase finale dei Mondiali è un insuccesso per l’intero calcio italiano, che deve indurre tutti a una seria riflessione e a un profondo cambiamento del nostro sistema”. Così il presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini dopo l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali. “Le società di Serie A e i loro giocatori . aggiunge Casini hanno sempre risposto positivamente alla chiamata della Nazionale e sempre lo faranno, anche perché si tratta dell’impegno sportivo che unisce il Paese e ci dovrebbe sempre far superare ogni appartenenza e ogni divisione. La Nazionale è di tutti”.

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