Defender 2020, fuoristrada high-tech con stile

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] Nuova generazione e tante novità. Land Rover riporta su strada Defender, uno dei fuoristrada più iconici del panorama delle quattro ruote. Per rimanere al passo con i tempi però il roccioso esperto di off-road si è rifatto il look sia dentro che fuori e ora si presenta come un modello high-tech particolarmente accattivante.

Una Land Rover Defender per la Croce Rossa

Lo sguardo punta verso il cielo, disturbato solo da qualche foglia. Il parabrezza, i montanti e le plastiche del cruscotto sono l’unica cosa che ci ricorda di essere a bordo di un’auto, altrimenti, vista l’inclinazione, potremmo pensare tranquillamente di trovarci su uno shuttle pronto al decollo. Invece il sedile è quello della nuova Defender e stiamo affrontando una salita quasi verticale in un bosco degli Appennini. La più estrema delle Land Rover arriva in cima senza fare una piega, con la trazione integrale che morde la terra, i differenziali bloccabili – centrale e posteriore – che ripartiscono al meglio la coppia moltiplicata dalle marce ridotte e l’elettronica che sorveglia tutto.Dentro si sta freschi grazie al climatizzatore tri-zona e sul display dell’infotainment possiamo anche osservare quello che accade sotto le ruote, grazie alla suite di telecamere e alla realtà aumentata. Insomma, basta calcolare la traiettoria giusta e dare il gas con buon senso, poi ci pensa la Defender. Il fuoristrada diventa una specie di gioco da ragazzi. Ma anche su strada non ci sono difficoltà: stante il baricentro alto e la massa ben superiore alle due tonnellate, questa off-road si guida come qualsiasi altra auto e benché le gomme siano ben tassellate, il rumore di rotolamento è filtrato benissimo. Scordatevi la vecchia Defender col telaio separato (qui c’è una monoscocca in alluminio), lo sterzo “ipotetico” e le prestazioni letargiche. Qui si suona tutta un’altra musica, con buona pace dei fanatici conservatori che continueranno a rimpiangere la semplicità e la robustezza di un’auto concepita nel Dopoguerra. Ma, del resto, confrontarsi con la storia non è mai semplice. E’ una risorsa, in quanto fonte di ispirazione, ma può anche diventare una gabbia da cui è difficile liberarsi. La sfida era sostituire una vettura prodotta ininterrottamente per quasi 70 anni e senza particolari modifiche. A livello stilistico e prestazionale sembra vinta; quanto alla reputazione, ci vorrà tempo per crearla. L’unico elemento che potrebbe creare disturbo è il prezzo, perché la nuova Defender è posizionata ben più in alto rispetto alla vecchia. La versione 90 – 3 porte e 4,6 metri di lunghezza – parte da 51.400 euro, mentre la 110 – 5 porte e 5 metri di lunghezza – sale a 57.400 euro. […]Alessandro Vai, La Stampa



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