Dieci modelli con un grande futuro da auto d’epoca

Formula 1 Sport

Un tempo le auto d’epoca erano un hobby per ricchi o per pochi appassionati nostalgici, ma oggi le cose sono cambiate e il desiderio di possedere un’auto classica si è diffuso anche tra chi fino a ieri mai avrebbe pensato di mettersi in garage un’auto con venti e passa anni d’età. Il mercato delle auto da collezione si è allargato a dismisura nel corso degli ultimi dieci anni, andando incontro a un processo di democratizzazione che ha finito con l’estendere lo status di auto da collezione, un tempo appannaggio dei modelli più esclusivi e costosi, a modelli molto economici e, per questo, spesso e volentieri bistrattati dai collezionisti di alto livello. Ci sono un’infinità di automobili che non sono considerate né vecchie né nuove e che quindi, a volte, rischiano di finire la loro esistenza sotto la pressa di uno sfasciacarrozze. Modelli che, al di là del valore economico e di una possibile rivalutazione futura in chiave collezionistica, possono regalare ancora tante soddisfazioni a chi cerca un’auto storica senza dover spendere una fortuna. Ne abbiamo selezionati dieci: eccoli.

Per gli amanti delle piccole sportive, la Clio Williams resta un mito senza tempo. L’auto non ha nessun legame diretto con il team di Formula 1 da cui prende il nome, anche se l’accostamento al grande circus in realtà non è così peregrino visto che ha svolto il ruolo di safety car nella stagione 1996. Rispetto alla già pimpante Clio 16V il motore ha guadagnato 200 cc, raggiungendo una potenza di 145 CV. Sul dritto dice la sua ancora oggi e tra le curve è un vero spasso grazie a una taratura delle sospensioni più sportiva rispetto ai modelli standard.

Se la prima generazione di Volkswagen Golf GTI disegnata da Giorgetto Giugiaro è ormai da tempo un feticcio da custodire sotto una campana di vetro, la seconda – costruita tra il 1984 e il 1992 – sta iniziando a mettersi in luce come futura auto da collezione. Merito di un design che esalta i tratti di sportività del modello originale e di un motore che spinge davvero forte, specie nella versione con testata a 16 valvole. Attenzione alla ruggine, però, specialmente sugli esemplari che arrivano dai paesi del Nord Europa e dalle località di mare.

Per quanto tempo ancora sarà possibile acquistare un’ammiraglia di lusso come la Lexus LS 400 a meno di 2000 euro? I giapponesi di Toyota la concepirono alla fine degli anni ’80 per entrare in concorrenza con i brand premium tedeschi. Nulla, su quest’auto, è lasciato al caso, anzi. I punti di forza di ieri sono quelli di oggi: un bel motore V8, finiture di pregio e un’affidabilità proverbiale.

Poche auto nella storia si sono deprezzate così tanto e così in fretta come l’Alfa Romeo 166. L’ammiraglia della casa milanese ha sempre vissuto all’ombra della sorella minore 156 e nemmeno da nuova, a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, si è goduta il successo che pure avrebbe meritato. La linea è bellissima ancora oggi e i motori V6 sono veri capolavori di ingegneria: un’auto da comprare prima che sia troppo tardi.

In Italia sta rischiando di diventare il simbolo di una nuova generazione di collezionisti un po’ “fighetti”, ma quando Fiat pensò a una versione 4×4 della Panda aveva in mente un veicolo spartano in grado di superare qualsiasi ostacolo. A voi la scelta se usarla per una passerella a St. Moritz o per buttarvi nel fango fino al collo, anche se ci sono pochi dubbi sul fatto che lei sceglierebbe la seconda opzione.

Le Lotus non sono rimaste famose per la qualità costruttiva o per l’affidabilità dei motori, ma in quanto a divertimento di guida la casa di Hethel non ha niente da invidiare ai migliori costruttori di supercar del mondo. Un pezzo da tenere d’occhio e su cui mettere le mani a colpo sicuro è la Esprit degli anni ’90, più affidabile e bella da guidare rispetto alle versioni precedenti. Accessori come ABS e servosterzo la rendono perfetta per un utilizzo quotidiano anche oggi, nell’era delle auto che guidano da sole.

Sembra ieri il giorno in cui Audi lanciò la R8, la prima supercar della casa dei quattro anelli che oggi, con un pizzico di fortuna, si può comprare a cifre abbondantemente inferiori ai 50.000 euro. Gli esemplari più economici hanno il motore V8 e spesso e volentieri una carrozzeria scolorita e piena di graffi, ma poco importa: se acquistata al giusto prezzo, sarà sufficiente una bella verniciata per far impallidire molte supercar più moderne.

Chi si è divorato i film della saga di Fast and Furious o ha giocato a Gran Turismo cullando le proprie velleità di giovane pilota probabilmente in camera ha un poster della Nissan Skyline GT-R. Il primo modello è un pezzo di storia dell’auto giapponese ed è un genere di auto che oggi, purtroppo, è diventata merce assai rara. La R33 (nella foto) ha avuto il merito di lanciare una formula di grande successo, quella delle supercar a “basso costo”. Anche per questo le sue quotazioni sono in netta ascesa.

È forse la versione più amata della Porsche 911 meno amata: la prima Turbo con il motore raffreddato a liquido è una delle varianti più ambite della 996, la cui reputazione è ancora condizionata da alcuni problemi di gioventù legati alla distribuzione del nuovo sei cilindri boxer. In realtà, il basamento della Turbo deriva da quello della vecchia 993, motivo per il quale si possono dormire sonni tranquilli e godersi la spinta vigorosa dei 408 CV senza patemi.

Siamo onesti: in quanti trent’anni fa avrebbero scommesso un centesimo sul fatto che la Renault Espace sarebbe diventata un’auto da collezione molto apprezzata? Forse non è ancora esattamente così, ma la geniale monovolume della casa della losanga sta cominciando a vivere una seconda giovinezza per certi versi inattesa. Merito di un progetto innovativo, con una carrozzeria in vetroresina montata su una monoscocca ad alta rigidità.



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