Dixon, bravo e fortunato: terza vittoria su tre

Formula 1 Sport

Road America, uno dei circuiti più rappresentativi dell’automobilismo americano non ovale, ha ospitato una gara classica della Indycar con diversi colpi di scena. Anche se alla fine il vincitore è stato lo stesso delle prime due corse. Scott Dixon ha trionfato ancora, ma da outsider: sfruttando le sfortune altrui e facendo le spalle larghe a ogni bandiera verde davanti a un mastino come Will Power. L’australiano ha concluso secondo davanti a uno spettacolare Alex Palou, capace di correre una gara gagliarda e senza errori. Ottimo per un rookie.

He’s 3 for 3 by finishing P1. @scottdixon9 wins the first race of the REV Group GP at @roadamerica! pic.twitter.com/z6NXqpuhwV
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) July 11, 2020

Newgarden è partito in pole position, dopo aver battuto in qualifica l’ottimo Jack Harvey, Hunter-Reay, Rahal, Power, Ferrucci, Herta, Rosenqvist, Dixon, Andretti, Rossi, O’Ward, Ericsson, Palou, Sato, Veekay, Pagenaud, Chilton, Daly, Veach, Askew, Kimball, Kellett. Il primo giro è stato enormemente spettacolare, con Newgarden ancora in testa e pura battaglia dietro. In quel contesto Harvey ha perso molto terreno indietreggiando al quinto posto, Marco Andretti ha centrato un cartellone pubblicitario portandoselo dietro per un giro intero e Rinus Veekay ha effettuato un sorpasso spettacolare, all’esterno, sul campione in carica Simon Pagenaud (oggi scialbo).
All’ottavo giro Graham Rahal ha superato Hunter-Reay per il secondo posto, confermando l’ottimo assetto trovato per lui nel team RLR – pur considerando che il compagno di squadra Sato ha avuto diverse difficoltà a mostrare lo stesso ritmo in tutto il weekend. Tre giri dopo anche Ferrucci ha superato il pilota del team Andretti, in chiara difficoltà e in modalità ‘tappo’. Attorno al 14° giro è iniziato il primo valzer dei pit-stop. Al quindicesimo giro la sosta di Rahal è stata un incubo, con il carburante che non entrava: il rimescolamento dopo le soste ha portato Newgarden ad avere 10 secondi di vantaggio su Ferrucci, secondo; mentre Palou, fermandosi prima, si è posizionato al quarto posto.
Al 26° giro Scott Dixon e il team Ganassi hanno deciso di differenziare la strategia visto che si trovava in coda a un gruppo agguerrito senza possibilità di superare: primo nel giro di pit. Tuttavia altri piloti lo hanno seguito a brevissima distanza. Brutta sosta in quel contesto per Palou, ma anche per Josef Newgarden, che ci ha messo del suo stallando la sua auto due volte, e finendo lontano dal primo posto che fino a quel momento aveva mantenuto saldamente. Appena dopo, Power e Dixon hanno dato spettacolo con un duello a ruote bloccate davvero godibile. Al 31° giro Power aveva il primo posto in mano, seguito da Dixon, Ferrucci, Hunter-Reay, Harvey, Palou, Herta, Rahal, Pagenaud, O’Ward. Sia Newgarden sia Rahal, i protagonisti dei primi giri, hanno pagato caramente i loro guai ai box.
Al 38° giro Jack Harvey è stato costretto al ritiro, con un errore in frenata causato da un problema tecnico. E a quel punto la direzione gara ha deciso di portare a regime la prima bandiera gialla della corsa. Problemi anche per Felix Rosenqvist, fermato ai box per un problema al motore poi risolto, e per Marco Andretti, lasciato a piedi dalla sua Dallara gestita da Herta/Andretti. La sessione di pit-stop ha premiato Dixon, il quale ha sfruttato magistralmente il momento per passare in testa alla corsa; sfortuna anche per Ferrucci che ha dovuto evitare Dalton Kellett ripartendo dalla sua piazzola, eventualità che gli ha fatto perdere il terzo posto e magari qualcosa in più. Alla ripartenza, Pato O’Ward ha avuto un contatto con Conor Daly, mandando quest’ultimo a muro. Daly ha poi comunicato alla radio di sentire dolore alla spalla.
Alla nuova bandiera verde dopo la pulitura dai detriti, Alex Palou ha messo due ruote sull’erba per superare Hunter-Reay, riuscendoci; tuttavia, poco dopo, Dalton Kellett si è insabbiato provocando la terza caution della corsa. Sempre Palou ha ridato la posizione perché durante la manovra erano già state mostrate le bandiere gialle. Lo spagnolo del team Goh ha poi nuovamente superato Hunter-Reay al restart, mentre Dixon ha allungato definitivamente su Will Power, che può recriminare solamente su un piccolo ma determinante errore della sua pit crew. Chiaramente il neozeolandese è in testa al campionato con un buon vantaggio: ha ora 155 punti di vantaggio contro i 93 di Pagenaud e gli 88 di Colton Herta.
Road America Race 1, classifica finale:
Scott Dixon (Ganassi-Honda)
Will Power (Penske-Chevrolet)
Alex Palou (Dale Coyne-Honda)
Ryan Hunter-Reay (Andretti-Honda)
Colton Herta (Andretti Harding Steinbrenner-Honda)
Santino Ferrucci (Dale Coyne-Honda)
Graham Rahal (RLR-Honda)
Pato O’Ward (Arrow McLaren-Chevrolet)
Takuma Sato (RLR-Honda)
Marcus Ericsson (Ganassi-Honda)
Charlie Kimball (AJ Foyt-Chevrolet)
Simon Pagenaud (Penske-Chevrolet)
Rinus VeeKay (Carpenter-Chevrolet)
Josef Newgarden (Penske-Chevrolet)
Oliver Askew (Arrow McLaren-Chevrolet)
Zach Veach (Andretti-Honda)
Max Chilton (Carlin-Chevrolet)
Felix Rosenqvist (Ganassi-Honda)
Alexander Rossi (Andretti-Honda)
Dalton Kellett (AJ Foyt-Chevrolet)
Conor Daly (Carpenter-Chevrolet)
Marco Andretti (Andretti Herta-Honda)
Jack Harvey (Meyer Shank Racing-Honda)



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