Due posti, un sacrificio per le prestazioni

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] Prestazioni e sportività rimangono le parole d’ordine. E così, per trasformare un’auto di serie in un vero mostro in grado di “mangiare” l’asfalto, sono necessari dei sacrifici. In primis, i posti a sedere. Ne sono un esempio pratico la nuova Alfa Romeo Giulia GTAm e la Mini John Cooper Works GP. Trasportare più persone è un fattore importante per una vettura di tutti i giorni ma quando le necessità di leggerezza e rigidità vengono prima di tutto ecco che si passa a versioni biposto dalle prestazioni uniche.

Mini John Cooper Works GP, da 0 a 100 in 5,2 secondi

Rinunciare ai sedili posteriori è l’extrema ratio per dare la massima sportività a un’auto di serie. E non parliamo di vetture che nascono già con due posti secchi, ma di auto che normalmente potrebbero trasportare 4 o 5 persone e a cui questa opportunità viene negata sull’altare delle prestazioni. Le ultime due Case a farlo sono state l’Alfa Romeo con la Giulia GTAm e la Mini con la John Cooper Works GP. Per il Biscione si tratta di una prima assoluta, mentre la piccola britannica è arrivata alla terza versione GP in altrettante generazioni. In entrambi i casi si tratta di modelli estremi, tanto a livello di prestazioni quanto di prezzi. L’italiana costa 180.000 euro – più del doppio della versione Quadrifoglio, peraltro appena aggiornata con la guida autonoma di livello 2 e con un nuovo infotainment – mentre per l’inglese ci vogliono 45.900 euro, cioè 12.000 in più rispetto alla già velocissima JCW.  Ma a che cosa serve togliere i sedili dietro? Dal punto di vista tecnico si guadagna in leggerezza e rigidità, perché lo spazio che rimane a disposizione viene usato per installare una barra fissa che irrigidisce notevolmente la scocca in una zona che solitamente è piuttosto flessibile. Più rigidità comporta la possibilità di regolare le sospensioni in modo più estremo senza correre il rischio che si torcano quando l’auto è sottoposta al massimo sforzo. In questo modo lavoreranno agli angoli giusti e la precisione di guida sarà massima. […]Alessandro Vai, La Stampa

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