E se il Covid attacca un pilota?

Formula 1 Sport

Dal poco che trapela dalle segrete stanze di F1 Liberty e FIA, di team e sponsor tutti, l’avvicinamento a Spielberg si è concentrato molto più su strategie di profilassi e di prevenzione medica che sugli abituali preparativi tecnico-sportivi. E il tema, infatti, non è banale. Due numeri per riassumere: il Circus al gran completo (team, FIA, F1, promotori, giornalisti e TV, servizi in circuito, appendici commerciali ecc) cuba solitamente un duemila persone. La stima è leggermente per difetto: ai GP clou, tipo Silverstone o Monza, il numero cresce e non di poco. Tutta questa gente è da inserire in locali, percorsi e orari condivisi che di per sé sono la ovvia trasgressione alle procedure di precauzione e distanza sociale che tuttora ci vengono imposte/implorate via TV e stampa varia in quasi tutte le nazioni europee. Risultato: meno gente in circuito e soppressione delle situazioni particolarmente anguste come spazi, leggi motorhome, sala stampa… Niente Paddock Club fino ad almeno il tardo settembre e locali di conseguenza vuoti, che verranno infatti assegnati ai team e attori principali i quali potranno forse assicurare un minimo di spazio ai loro rappresentanti. E poi: esami clinici a ripetizione; mascherine sempre e comunque; strette di mano bandite; cerimonie in singolo, con i piloti che andranno a ritirarsi i vari trofei da soli su un podio di fortuna; distanze da rispettare il più possibile, ma resta da vedere che cosa accadrà nella promiscuità inevitabile di un box, o di un pit-stop con una dozzina di persona sgomitanti attorno a una singola monoposto.

Andrà tutto bene: lo dicevano migliaia di bandiere e cartelli colorati e appesi un po’ dappertutto quando la minaccia del virus ci faceva attendere con terrore i numeri del contagio di giorno in giorno, di sera in sera. Per strutturarsi ancora meglio contro l’eventuale attacco Covid, ogni gruppo di lavoro in pista sarà frazionato in sottogruppi, così che (nel malaugurato caso di un contagio accertato) sarà necessario indagare non su tutto il team in questione, ma soltanto sulle persone a lei/lui particolarmente vicine, che ci hanno lavorato spalla a spalla. Ma il virus, ormai lo sappiamo, è subdolo. Te lo becchi magari in un momento di entusiasmo: ricordiamo l’asso del tennis Djokovic, no-vax proclamato e colpito insieme alla moglie probabilmente proprio in occasione di una bella festa affollata per salutare la fine della minaccia Covid… E soprattutto: te lo becchi oggi, magari; ma lui si fa sentire dopo ore, o un giorno, o più giorni. Tanto che non sempre gli esami, anche il famoso tampone che dovrebbe essere a prova di errore, lo rivelano subito. Come difendersi, quindi, da qualcosa di accaduto da prima di andare in circuito, e quindi di avere affrontato i check medici che cadenzeranno i primi GP per tutti i coinvolti? E soprattutto: che cosa accadrà se malauguratamente il virus arriverà a un personaggio chiave del Circus, quando non addirittura a un pilota?
E qui fermiamoci, perché non vorremmo portare jella. Ma è un dato di fatto che i piloti, di tornare in pista a inizio luglio, non erano molto contenti. E forse ancora non lo sono. Del resto, c’è da capirli: il loro unico, vero patrimonio sono loro stessi. La loro capacità di guida, senza dubbio. Ma di riflesso anche il loro fisico, la loro salute. Quante volte abbiamo letto di casi di Covid-19 ancora presente dopo settimane di analisi, di trattamento? E se accadesse a un pilota, costringendolo magari a saltare due o più Gran Premi di questo calendario 2020 praticamente senza respiro? Per il pilota, un grande danno personale. Ma anche per il suo team. Perché se nel calcio un atleta viene trovato positivo, la squadra può contare comunque sugli altri 10 titolari, cui aggiungere una riserva magari bravissima. Un team F1 top che si vede privato del suo pilota di punta, magari anche per più GP, è in ginocchio. Il regolamento, in questo caso, autorizza l’utilizzo di un terzo pilota in caso di infortunio o malattia del pilota titolare. Ma dice anche che nessun terzo pilota sarà ammesso al via di un GP se non avrà disputato almeno un po’ di prove libere. Per cui, prevedibilmente, nelle prime libere di venerdì mattina 3 luglio vedremo a Spielberg un proliferare di pilotini al volante. Ma questo è soltanto un dettaglio, perché attorno ai piloti, quelli di primissima linea soprattutto, verrà allestito un cordone sanitario che non li abbandonerà in nessuno dei minuti trascorsi fori dalla loro stanza di hotel.Basterà?



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