Echi di Senna

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – La prestazione di Lewis Hamilton nelle qualifiche del Gran Premio di Stiria è stata impressionante, sia in termini di distacco sia per il modo in cui è arrivata: inizialmente baldanzoso, il pilota britannico ha a poco a poco trovato un grip sufficiente da farlo sembrare quasi sull’asciutto, mentre i colleghi annaspavano per raggiungerlo. Si sapeva come il britannico fosse forte sul bagnato, ma oggi certi paragoni non sembrano essere così lontani.

“Sensibilità, coraggio e scelleratezza, un giro lungo il precipizio per una emozione old style. L’ha fatto Hamilton ieri, riportando in pista fotogrammi di identica intensità firmati Ayrton Senna. Lo diciamo consapevoli di quanto siano aleatori i paragoni. Ma insomma, abbiamo avuto un pilota in equilibrio dentro un maremoto, capace di rifilare distacchi abissali: 1″4 a Bottas, che usa identica Mercedes. Lui, in aliscafo, gli altri in traghetto. Qualcosa che porta i più romantici a ricordare quel brasiliano che sull’acqua sembrava un angelo del paradiso. Hamilton, reduce da una gara storta, ha scaricato in pista rabbia e talento. Sapeva che avrebbe dovuto guardarsi da Verstappen. E Max, con una Red Bull buona ma non eccelsa, ci ha provato, si è girato, mostrando pure lui fegato e cuore, covando una rivincita immediata“.Giorgio Terruzzi, Corriere della Sera
“Si è ricordato di Silverstone 2008, di quella prima vittoria davanti al pubblico inglese rimasta indimenticabile, e gli è venuto da sorridere sotto la mascherina. Quella di Lewis Hamilton è stata un’altra perla di una carriera da Rain Man. La pioggia ha esaltato il suo incredibile talento. In quegli attimi si vede la differenza tra un buon pilota e un grande campione. Hamilton, primatista assoluto delle pole, ha dimostrato una sensibilità di guida straordinaria. Come Senna, che aveva imparato a domare la pioggia girando in tondo da solo sul kartodromo di San Paolo, e in Formula 1 continuava ad applicare lo stesso stile. O come Villeneuve, che era sempre di traverso, ma sull’acqua e con la pista umida risultava insuperabile. Il fuoriclasse britannico ha danzato sul filo del pericolo come il funambolo Philippe Petit tra le Torri Gemelle. Ha gettato in pista cuore e classe, disegnando traiettorie da asciutto sulla pista bagnata, con l’aiuto di una Mercedes letteralmente incollata a terra. La batosta rifilata a Verstappen, un altro specialista della pioggia, dice tutto“.Luigi Perna, La Gazzetta dello Sport



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