Ecoincentivi, nuova dote da 490 milioni

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[Rassegna stampa] – La quantità del contributo statale per acquistare nuove auto meno inquinanti e per rilanciare un settore in secca è aumentata con il mese di agosto. In particolare c’è stato un miglioramento nelle condizioni per i veicoli con le emissioni minori. Le ibride leggere e anche molte auto a gasolio e benzina ma con consumi contenuti rientrano nella nuova casistica.

“Appena il tempo di cominciare e già cambiano. Gli incentivi auto “allargati” dal 1° agosto rispetto a quelli “a regime” riguardano i modelli ibridi “semplici” e a non poche auto a motore tradizionale (a gasolio o a benzina), ma ora ricevono già un correttivo in senso ecologico: tra le vetture ammesse all’agevolazione da questo mese, sale il contributo statale per quelle con minori emissioni di CO2. E non è l’unica novità introdotta dal decreto Agosto: c’è anche il rifinanziamento dell’intera operazione (anch’esso con priorità all’elettrico, quindi scontentando produttori e venditori). Al momento, non ci sono gli incentivi sui veicoli commerciali, di cui si parlava nelle scorse settimane.
I 50 milioni di euro messi a disposizione dall’articolo 44 del decreto Rilancio (Dl 34/2020) dal 1° agosto assieme all’allargamento della platea si sono esauriti pochi giorni dopo. Dal 15 agosto, data di entrata in vigore del Dl 104/2020, sono arrivati altri 400 milioni, più 90 per i contributi alla colonnine di ricarica elettrica. Ma solo 100 milioni vanno ai modelli che hanno trainato il boom di inizio agosto (quelli con emissioni di CO2 tra 91 e 110 g/km) e sono sostanzialmente quelli a benzina o a diesel. Si prevede quindi un rapido esaurimento anche di queste risorse; per le altre fasce ci sono 200 milioni, più 100 di fatto riservati a elettriche e ibride plug-in e un residuo precedente di 92.

Incentivi auto, le nuove regole per l’ecobonus

Dal 15 agosto, la fascia 60-110 g/km è stata spezzata: da 60 a 90 g/km vengono leggermente aumentati gli importi, da 91 a 110 g/km l’entità del bonus statale resta immutata. Dunque, un parziale ripensamento del Governo sull’ampliamento scattato il 1° agosto dopo quasi due anni di pressioni dell’industria dell’auto, che chiedeva incentivi anche per le motorizzazioni tradizionali, non essendo pronta con molti modelli elettrici o ibridi plug-in ed essendo quindi impossibile rinnovare il parco circolante. Così si è deciso di premiare un po’ di più i modelli che non sforano i 90 g/km e quindi riescono a stare sotto i 95 g/km che di riferimento attuale Ue (sui modelli che li superano, le case automobilistiche devono pagare una penale per ogni esemplare venduto).Maurizio Caprino, Il Sole 24 Ore



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