F1 | A caccia di colpevoli

Formula 1 Sport

Motorsport is dangerous. Premessa quantomai doverosa prima di poter procedere con qualsiasi tipo di analisi su quanto successo ieri al Mugello durante l’unica ripartenza lanciata dietro Safety Car.

Al termine del quinto giro il leader Valtteri Bottas ha preso tutto lo spazio possibile fino alla linea del traguardo (tornato ad essere il riferimento per il restart dopo l’abolizione della Safety Car line 1) prima di dare lo strappo: una situazione già vista in F3, come spiegato anche dal direttore di gara Michael Masi, e che non ha creato alcun tipo di problema, o a Baku negli ultimi anni, dove è presente un lungo rettilineo principale. Nel gruppo, però, qualcosa è andato storto e si è innescata una carambola pazzesca a oltre 250 km/h che ha coinvolto la Kevin Magnussen, Antonio Giovinazzi, Carlos Sainz e Nicholas Latifi, con l’Alfa Romeo del pugliese che rischia quasi di cappottare.

Caos al via: reprimenda per 12 piloti, ‘assolto’ Bottas

La Race Direction ha valutato il tutto come incidente di gara (infliggere una reprimenda a dodici (!) piloti è come dire che è colpa di tutti e di nessuno al tempo stesso), ma come dopo ogni evento che porta con sé una buona dose di rischio e di spavento, è importante e giusto cercare di analizzare subito le cause per prevenire nuove situazioni simili in futuro, senza però farsi prendere dalla foga e puntare il dito sul primo sospetto.
I capri espiatori sacrificati a caldo nelle prime ore post-GP sono stati la pista e la stessa Direzione Gara. Alcuni hanno definito il Mugello una pista non adatta alla Formula 1 anche per le troppe vie di fuga in ghiaia in grado di generare maggiori situazioni di pericolo, in antitesi con l’acclamato desiderio di tornare ai circuiti ‘old school’ mettendo fine agli enormi parcheggi asfaltati in stile Sochi o Abu Dhabi. Altri invece, come gli stessi Hamilton e Bottas, hanno notato uno spegnimento tardivo delle luci della Safety Car – smentito da Masi rispetto ad altre situazioni simili vissute in altre piste – che poi ha generato il patatrac all’inizio del sesto giro.

Masi (FIA): “Nessuna decisione contro la sicurezza”

Rivedendo accuratamente le immagini con il supporto di alcuni dati numerici si può però apprezzare come la carambola sia sostanzialmente causata da un paio di incomprensioni tra di centro gruppo, che poi ha portato al tamponamento a catena di chi seguiva più indietro.

Il primo indiziato è George Russell, anche lui finito nel gruppone delle reprimende. Come si può apprezzare anche dal fermo immagine sovrastante, il britannico della Williams perde contatto dalla Renault di Ocon che lo precede e accelera bruscamente per ricompattarsi con chi lo precede. Questo trae naturalmente in inganno chi lo segue, a partire da Magnussen, il più reattivo nel seguire la mossa di Russell. Una volta raggiunto il gruppo, però, Russell ha nuovamente rallentato (non c’era ancora stato lo strappo di Bottas): se la Haas e l’altra Williams di Latifi sono riusciti ad evitare il tamponamento, non c’è stato invece nulla da fare per Giovinazzi, che ha centrato in pieno Magnussen finendo la sua corsa contro Latifi dopo il colpo da dietro di Sainz.

Piloti
Ora esatta ‘full gas’
Bottas (leader)
15:26:45.7
Russell
15:26:41.0
Magnussen
15:26:41.3
Latifi
15:26:42.0

Non potendo vedere cosa succede in testa, è importante fidarsi di chi sta immediatamente davanti per avere una buona ripartenza ed è proprio quello che si è verificato anche al Mugello. Una cosa analoga è successa poche posizioni più avanti con Daniil Kvyat, che però ha avuto la fortuna di avere solo Ocon immediatamente dietro perché anche Russell (che seguiva la Renault) aveva del margine che poi ha provato a ricucire sul rettilineo.



Go to Source

Commenti l'articolo