F1 | Dati Ferrari: oltre il motore c’è molto di più

Formula 1 Sport

Le qualifiche del Gran Premio di Stiria si sono svolte sotto una pioggia quasi torrenziale. Abbiamo imparato che, a differenza del passato dove in queste condizioni il pilota faceva tutta la differenza, con le ultime generazioni di vetture di Formula 1 la vettura migliore comunque emerge. Mercedes però ha un pilota fenomenale anche sotto la pioggia come Lewis Hamilton e si è visto bene oggi. Ma tra tutti gli spunti di riflessione nati nel concitato sabato austriaco, emerge in maniera importante un flop Ferrari che oggi fa ancora più male del weekend passato.

Avevamo analizzato il calo evidente di potenza del motore e dai tecnici Ferrari è sempre emerso un evidente problema di troppa resistenza aerodinamica della vettura. Problemi che però tendono a essere molto meno influenti sulla prestazione in caso di pista bagnata. E invece il risultato è stato analogo al weekend precedente sull’asciutto, con una fatica incredibile da parte dei due piloti a controllare la vettura e quindi totalmente impossibilitati a cercare qualsiasi performance.

F1 | Ferrari: i dati delle accelerazioni puntano il dito verso la power unit

Vediamo il grafico della velocità lungo il giro a cui stavolta abbiamo affiancato quello dell’acceleratore. Dall’acceleratore infatti si riesce a distinguere molto meglio le difficoltà nella guida o le abilità dei piloti in condizioni come quelle odierne. Il confronto è con chi oggi è il riferimento assoluto per tutti: Lewis Hamilton e la sua Mercedes.

Si nota come già nel primo settore le velocità Mercedes siano praticamente superiori sempre a quelle della rossa, con differenze davvero rilevanti. 6-7 km orari in allungo, 11 a curva 1, 5 a curva 4 insieme a una capacità di allungo della SF1000 quasi nulla e a una necessità di alzare il piede dall’acceleratore da parte del pilota molto prima degli avversari. Si vede bene dal grafico dell’acceleratore come a curva 1 e a curva 3 Vettel cerchi di tornare a premere l’acceleratore prima di Hamilton, ma è costretto a rialzare violentemente il piede, indice di un forte “snap” della macchina, ossia di un posteriore che aprendo il gas risulta estremamente instabile. Per evidenziarli meglio abbiamo messo un cerchio rosa sopra a ciascuno di questi “snap”. Ma la notizia peggiore è che alla fine del secondo settore inizia la parte guidata ed era proprio qui che ci si aspettava una Ferrari competitiva, dato il carico aerodinamico che dicono di avere i tecnici della rossa. Ma è proprio qui che inizia la fase peggiore del disastro odierno. Vettel non riesce a tenere giù il piede sul gas praticamente mai, con snap continui del posteriore, mentre Hamilton ha un andamento dell’acceleratore estremamente morbido e lineare, quasi come se fosse sull’asciutto, ma solo più graduale. Da curva 5 a curva 10 la SF1000 numero 5 non sta letteralmente in pista, Vettel deve sempre alzare il piede senza poter minimamente spingere, al contrario della W11 numero 44 che tiene giù il piede nei tratti veloci e non lo alza nemmeno tutto sia a curva 7 che a curva 9, alla ricerca di trazione in uscita di curva. Il confronto delle velocità poi è impietoso con 11 km orari di differenza a curva 6 e addirittura 16 a curva 7.
La sessione di qualifica di oggi quindi punta il dito, oltre che sul motore e sulla resistenza, sul pacchetto completo della vettura, che a questo punto appare (inspiegabilmente) carente anche nelle basi, telaio in primis. Charles Leclerc (oggi ancor più in difficoltà di Vettel) ha dichiarato di aver puntato su un assetto fortemente da asciutto, ma è difficile immaginare che RedBull, Mercedes e McLaren, su una pista in cui superare è molto facile, abbiano fatto scelte in ottica qualifica sacrificando la gara. Provando a essere ottimisti nei confronti della rossa possiamo dire che nell’era Power Unit la Ferrari non ha mai trovato feeling con le gomme da pioggia e le condizioni di bagnato, ma la prestazione di Vettel rimane comunque 1 secondo più lento della McLaren di Carlos Sainz, suo successore l’anno prossimo. Una caduta libera del genere è difficile da comprendere e da motivare. La speranza per i tecnici di Maranello in ottica gara è di un assetto sull’asciutto fortemente premiante e una vettura di cui si trovi presto il bandolo della matassa perché al momento le prestazioni sono fortemente preoccupanti.



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