F1 | Ferrari: gap importante, ma effettuati quasi solo test

Formula 1 Sport

Terminata anche la seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Stiria, proviamo ad analizzare la prestazione della Ferrari, vedendo il dettaglio dei rilevamenti di velocità di Charles Leclerc, messo a paragone con il primo di sessione e di giornata: Max Verstappen con la Red Bull.

Il dubbio che si possa considerare valida la sessione di prove libere come qualifica vista la previsione di diluvio per sabato pomeriggio ha portato alcuni team a spingere già appunto dal pomeriggio del venerdì. Tra questi non c’è Ferrari, che con un solo tentativo è apparsa essere più concentrata sul raccogliere dati che sulla ricerca della performance. Basti pensare che il primo in classifica al termine della sessione, Max Verstappen, è stato soli 183 millesimi più lento rispetto al suo tempo in Q3 del sabato passato, mentre Charles Leclerc è stato ben 783 millesimi più lento, quasi 8 decimi.
Non solo: rispetto alla stessa sessione dello scorso weekend Ferrari migliora il tempo di circa 2 decimi, mentre l’olandese della Red Bull di oltre 1 secondo e mezzo. Ulteriore conferma (a meno di cambiamenti di performance clamorosi) che le due squadre hanno avuto un approccio diametralmente apposto all’ottenimento del miglior tempo sul giro.
Cercando comunque di comprendere cosa è accaduto oggi vediamo il confronto diretto, che non lascia molti dubbi sul fronte performance.

Verstappen è più veloce già dal primo settore, con Velocità di punta mediamente 4-5 km/h più alte rispetto alla Ferrari numero 16. La forbice tende ad aprirsi molto sopra i 250 orari, segno che il problema del drag continua a farsi sentire, ma una minore velocità in curva della SF1000 sembra testimoniare che, nonostante gli aggiornamenti (che sono comunque apparsi migliorare il bilancio della vettura) la strada per la vetta a Maranello sia ancora lunga. Le differenze sembrano meno evidenti dello scorso weekend, ma la velocità continuamente superiore della RB16 numero 33 non lascia scampo al cronometro, che nel settore centrale addirittura segna un vantaggio di oltre mezzo secondo.

Dal grafico (approssimato perché ricavato) del gap si vede bene come la rossa perda costantemente in accelerazione e poi abbia tre punti di difficoltà evidenti: la staccata di curva 3, la percorrenza di curva 4 e l’ultima curva (la 10), che costano da soli circa 6 decimi. Mancherebbero quindi potenza (però oggi spiegabile con il propulsore di Maranello evidentemente ancora giù “di manettino”) e bilanciamento nelle curve da media/ medio-bassa velocità. Da dire che, come già evidenziato, le staccate “violente” con grandi trasferimenti di carico all’anteriore sembrano “il pane” della Red Bull di quest’anno, e mettendo insieme un Verstappen aggressivo (dato il dubbio qualifica) con una Ferrari apparentemente concentrata su un lavoro comune agli altri fine settimana, il gap così evidente trova, almeno in parte, una giustificazione.
Carte quindi rimescolate, e, nonostante si sia corso sulla stessa pista l’ultimo Gran Premio, è comunque veramente difficile valutare la prestazione della rossa. Vedremo cosa accadrà nel prosieguo del weekend, specie se ci fosse una qualifica bagnata che metterebbe in risalto caratteristiche delle vetture completamente diverse da quelle viste finora e molto più simili al prossimo tracciato dove la F1 correrà, e cioè l’Hungaroring.



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