F1 | Frattura insanabile

Formula 1 Sport

Gara discretamente noiosa e priva di particolari spunti quella sul tracciato del Montmelò, come accade abbastanza di consueto sul tecnico tracciato spagnolo. Le caratteristiche della pista esaltano le capacità delle vetture ma non di certo lo spettacolo, insieme al fatto che la gara di ieri ha messo in evidenza, nella sua reale dimensione, l’enorme frattura che c’è tra la testa della corsa e il resto del gruppo.

Vedendo il grafico dei gap relativi in gara (calcolati sempre rispetto al giro medio dei piloti) la fotografia è impressionante.

Dal grafico si vede abbastanza bene il procedere della gara. Hamilton fa categoria a sé. Con il ritorno dei parametri degli pneumatici nella norma, il team di Brackley ritorna ad avere la sua consueta astronave sotto ogni punto di vista: potenza, ritmo, gestione gomma, nulla da fare per chiunque. Verstappen fa qualcosa di incredibile anche solo a rimanere lassù in qualche modo, tra problemi di gestione di gomma al posteriore e la potenza che cala verso fine gara. C’è da iniziare a chiedersi chi sia, tra lui ed Hamilton, il pilota che sta esprimendo una performance migliore quest’anno dal punto di vista della guida, indipendentemente dal mezzo tecnico. Terzo un pessimo Valtteri Bottas, autore di una delle sue peggiori gare in Mercedes, in difficoltà probabilmente anche sul piano fisico, viste le lamentele via radio per il caldo provocato dalle tute nere.
Dietro di loro una frattura lunga un giro delinea l’incredibile gap che c’è tra i primi 3 e tutti gli altri. Tra questi altri, Racing Point stavolta trova conferma di un buon passo anche in gara, posizionandosi come terza forza e diversificando le strategie tra i piloti. Sainz  posiziona la sua McLaren dietro le pantere rosa con una strategia volta ad evitare il più possibile il traffico, che funziona molto bene per il pilota di casa. Vettel fa più di mezza gara su un set di soft usate e il crollo finale è inevitabile, comprimendo a pacchetto tutto il gruppo dietro di lui. Leclerc aveva un buon passo nel primo stint, ma non è riuscito a costruire un gap sufficiente per rimanere davanti al gruppo che aveva già effettuato il primo pit stop ed è rimasto bloccato nel traffico prima di avere il problema al motore. RedBull fa una bella gara con Verstappen ma distrugge letteralmente la gara di Albon, con una sosta anticipata per montare gomma hard, facendolo finire nel traffico di Ocon, con il secondo pilota della scuderia di Milton Keynes che con quella gomma poco poteva fare. Probabilmente Albon è stato utilizzato dalla squadra per verificare i parametri di funzionamento della mescola dura, ma costringendolo così ad una gara difficilissima. Delude Renault, che su questa pista non riesce ad esprimere un buon passo gara, nemmeno in condizioni di pista libera.
Per dare un’idea differenza tra i migliori e il resto del gruppo anche sul giro, abbiamo messo a confronto i giri di Hamilton, Verstappen e Lance Stroll, tutti sulla strategia delle due soste.

Hamilton domina anche su Verstappen in ogni stint, rifilando al rivale olandese quasi 4 decimi a giro nel primo stint, oltre 6 nel secondo e 1 secondo nel terzo. Entrambi i piloti hanno una progressione dei giri perfetta, specialmente il secondo stint di Hamilton (evidentemente il tema è stato studiato e preparato da Mercedes molto meglio rispetto a Silverstone), ma Verstappen nulla può se non gestire il proprio ritmo gara. Anche Stroll gestisce il proprio ritmo, e per dare l’idea di quanto affermavamo in precedenza, il distacco al giro medio del canadese dal Hamilton è pari a 1.6 secondi nel primo stint, 1.7 nel secondo e 1.9 nel terzo. Un’altra categoria. Come già detto a inizio stagione, negli anni passati la Ferrari e la RedBull si alternavano come seconda e terza forza a seconda della gara andando l’una a battagliare con Mercedes, l’altra a riempire in parte quel gap che c’è tra la testa del gruppo e il midfield. Quest’anno le cose sono cambiate. Il midfield si è ancor più compattato, mentre i primi sono letteralmente scomparsi all’orizzonte. Dopo la minipausa di un weekend si ritorna in pista a Spa e Monza, due piste velocissime, completamente diverse rispetto al Montmelò. Cambieranno i valori in campo? Difficile saperlo in anticipo, ma la speranza di vedere gare molto più interessanti potrebbe non essere del tutto mal riposta.



Go to Source

Commenti l'articolo