F1 | Il Mugello merita un bis?

Formula 1 Sport

Per anni si è parlato e sognato di ospitare un GP di F1 sulla pista del Mugello. La proposta più spesso ventilata è stata quella di alternare la sede del GP d’Italia tra Monza e la pista toscana. C’è riuscito il mai abbastanza maledetto COVID-19 a rendere possibile questo sogno. Addirittura accostando due gran premi su queste piste in un back to back tricolore che oggettivamente è stato affascinante, più della doppietta sulla stessa pista che abbiamo visto al Red Bull Ring ed a Silverstone. E’ improbabile che in un anno ‘normale’ il Mugello torni ad occupare un posto nel calendario di F1. Ma visto che il GP è stato oggettivamente memorabile (alla faccia delle previsioni sui sorpassi difficili) e superate le eventuali difficoltà di sostenibilità economica e di ricettività della zona, organizzare un nuovo GP al Mugello con il pieno di pubblico e motorhome potrebbe essere possibile. Sarebbe un’ipotesi da percorrere dopo il GP di Toscana che abbiamo visto?

I due gran premi italiani di questo 2020 sono stati entrambi molto vivaci, a dir poco. Anche il GP di Monza della scorsa settimana ha regalato spettacolo, con la vittoria di Pierre Gasly, completato da un podio del tutto imprevedibile, con Sainz e Stroll. Le spezie fondamentali che hanno dato il sapore piccante al GP Monzese sono state due: l’utilizzo di safety car, bandiere rosse e ripartenze da fermo. La ricetta ha funzionato così bene che al Mugello è stata riproposta, ma in toscana a queste spezie forse si dovuto ricorrere un po’ più del previsto, dal momento che le partenze da fermo sono state addirittura tre, inclusa quella istituzionale. E’ comunque assolutamente comprensibile che, in caso il ripristino delle condizioni di sicurezza della pista richieda molto tempo, si sia preferito fermare le vetture ai box per attendere una nuova partenza. Meglio così che assistere a lunghe e noiose processioni dietro la safety car, che portano anche a far lavorare gomme e radiatori in condizioni assolutamente inadeguate per le F1.

Torniamo però al tema centrale: il GP corso su una pista oggettivamente splendida come quella del Mugello, che peraltro ha riscosso il consenso unanime di tutti i piloti di F1, meriterebbe una seconda chance? Oppure dobbiamo riflettere sul fatto che avendo assistito ad una serie di incidenti multipli, qualcosa non abbia funzionato come ci si attendeva? Intendiamoci, la pista toscana è stata chiaramente omologata dalla FIA per ospitare un GP di F1. Diversamente la corsa non avrebbe potuto svolgersi. Usciamo però dal tecnicismo legato agli spazi delle vie di fuga (in ghiaia finalmente!) e allo spazio tra la linea della safety car e la linea di partenza. C’è da riflettere sul fatto che i piloti non si sono risparmiati su questa pista. Nonostante la sua carreggiata non elevatissima, la ghiaia appena fuori dai cordoli, le curve da pelo e i saliscendi. Un circuito vecchio stile insomma, in senso buono intendiamoci, sul quale sono ‘atterrate’ le astronavi della F1 2020. Macchine che, con il loro livello mostruoso di carico aerodinamico e con i loro standard di sicurezza passiva elevatissimi, hanno forse dato una confidenza eccessiva ai piloti che non vedevano l’ora di misurarsi sulla pista toscana. E quando le macchine incidentate sono finite contro le protezioni, i tempi di ripristino delle stesse sono stati oggettivamente lunghi. Ma questo è dipeso dalle caratteristiche della pista, non dal personale e dai mezzi impiegati, che erano numerosi e di primo livello

La ripartenza dietro la prima safety car, quella che ha creato il crash multiplo sul rettilineo di partenza, è stata oggettivamente piuttosto pericolosa e qui i piloti dovranno riflettere su come evitare che situazioni del genere si ripetano. L’incidente oggi è stato fortunatamente del tutto incruento, ma in passato situazioni del genere hanno causato veri drammi e non bisognerebbe abusare della fortuna e e della sicurezza delle scocche. Permangono infatti situazioni particolari, come quella di un eventuale impatto frontale contro laterale tra due vetture , il cosiddetto ‘T bone’, dove le conseguenze potrebbero essere molto serie, come abbiamo visto con la tragedia del povero Hubert in F2 a Spa nel 2019.Piace a tutti vedere una gara combattuta, dove i piloti non si risparmiano, dove tornano ad essere i cavalieri del rischio, dove si esaltano correndo su una ‘pista da pelo’ e non su un algido autodromo con vie di fuga che sembrano parcheggi di un supermercato e track limits digitali. Ma su una pista del genere forse un pizzico di cautela in più da parte dei piloti non avrebbe guastato. Anche perché, se vogliamo passare a temi economici, probabilmente Liberty Media ed i team di F1 non amano vedere un GP dove 8 macchine su 20 non arrivano al traguardo, durato quasi due ore e mezzo (un tempo non molto televisivo) e dove il conto delle riparazioni sarà molto salato. Il GP del Mugello rischia di essere un evento irripetibile, eppure sarebbe bello vederne una seconda edizione con le esperienze ed i correttivi maturati in questa prima edizione. Voi che ne pensate?



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