F1 | La libertà della clientela

Formula 1 Sport

La proposta del ritorno alle vetture clienti è circolata con grande frequenza negli ultimi anni all’interno del mondo della Formula 1, alla ricerca della giusta strategia per assottigliare il divario tecnico tra le scuderie di vertice e le squadre a centro gruppo. Attualmente i vertici della categoria non sembrano avere intenzione di prendere in considerazione il progetto per il prossimo futuro, che al momento è destinato quindi a rimanere un suggestione, sebbene di grande attualità. La speranza per gli appassionati è quella di tornare ad assistere ad un confronto equilibrato ed incerto anche nelle prime posizioni, capace di regalare lo stesso spettacolo che la Formula 1 ha recentemente messo in scena nelle retrovie. La stagione 2020 ne è l’esempio principe, con cinque scuderie oltre a Mercedes e Red Bull in grado di salire sul podio e McLaren, Racing Point e Renault perennemente in lotta per il terzo posto in classifica costruttori, che attualmente vede i tre team racchiusi in sei lunghezze

L’idea di fondo è quella di consentire alle squadre di acquistare direttamente da un costruttore il telaio oltre alla sola power unit, in maniera analoga a quanto accade in MotoGP. In questo modo le scuderie tecnicamente ed economicamente più in difficoltà avrebbero la possibilità di prendere parte alla stagione con un pacchetto tecnico molto competitivo, sviluppato dalle squadre di vertice. Una Formula 1 così strutturata porterebbe inoltre ad una riduzione delle spese di sviluppo per i team minori e l’opportunità per ammortizzare i costi di produzione per i costruttori. Sono diverse le realtà del panorama motoristico internazionale che, interpellate sul tema, hanno risposto che valuterebbero con interesse l’ingresso nel Circus iridato qualora venisse approvato il ritorno delle vetture clienti.

L’esempio Racing PointTra i risvolti negativi della proposta è stato evidenziato che verrebbe meno la caratteristica che ha contraddistinto la categoria nel recente passato, in cui i singoli team progettano e realizzano le proprie monoposto. Tuttavia, una particolare dinamica della stagione in corso ha fornito nuovi elementi con cui valutare la prospettiva delle vetture clienti sotto un diverso punto di osservazione. La Racing Point infatti prende parte al campionato 2020 con una monoposto fortemente ispirata alla Mercedes W10 campione del mondo nel 2019. Sebbene l’auto sia stata realizzata dalla scuderia britannica e quindi non si tratti di una vettura cliente della Mercedes, la situazione che si è venuta a creare presenta alcune analogie con l’idea delle Formula 1 clienti. La RP20 della Racing Point infatti è frutto di un accurato lavoro di reverse engineering ed è stata studiata per ricalcare la filosofia progettuale della Mercedes W10.

F1 | Rivoluzione Racing Point

Il processo di viluppo della RP20 nel corso della stagione mostra che, pur partendo da una base tecnica concepita in gran parte da un altro costruttore, è comunque possibile per il team imprimere la propria impronta personale al progetto. Come analizzato nelle recenti settimane infatti, la Racing Point ha introdotto un massiccio pacchetto evolutivo a partire dal Gran Premio di Toscana. Le novità comprendono un cofano motore sagomato per migliorare l’efficienza aerodinamica del fondo, possibile grazie alla riposizionamento dei radiatori laterali, per cui probabilmente è stato necessario apportare anche delle modifiche al telaio. Al fine di ottimizzare il nuovo pacchetto inoltre, sono stati introdotti alcuni accorgimenti a livello aerodinamico.

L’entità degli interventi operati dalla Racing Point sul progetto originario ispirato alla Mercedes è tale da portare la RP20 a intraprendere una direzione di sviluppo differente rispetto alle W10 e W11 del team campione del mondo. Il fenomeno suggerisce che un’eventuale introduzione delle auto clienti non si tradurrebbe in un ostacolo insormontabile per le squadre per sviluppare autonomamente la vettura e che la Formula 1 conserverebbe l’aspetto progettuale da parte di tutti i team.
Il caso della Racing Point aggiunge nuovi elementi all’idea delle vetture clienti che ciclicamente ritorna al centro delle discussioni. Alcuni addetti ai lavori tuttavia hanno spesso manifestato la propria contrarietà, preoccupati che la Formula 1 possa diventare pericolosamente dipendente dai costruttori, come già accaduto sul fronte dei motoristi, un fattore per cui gli scettici auspicano che la proposta continui a rimanere una semplice suggestione.



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