F1 | Leclerc: i dati di un giro da cuore in gola

Formula 1 Sport

Risultato sorprendente per molti versi quello delle qualifiche del primo weekend di gara a Silverstone. Se i primi 3 posti confermano le aspettative dietro è successo veramente un po’ di tutto. Male le Racing Point in una delle qualifiche dove erano più attese, malissimo Albon, escluso dal Q3, e battaglia tra McLaren e Renault, con 6 macchine in 8 decimi. Da questa serratissima battaglia emerge, a sorpresa, la rossa numero 16 di Charles Leclerc che con un giro davvero di spessore piazza la sua SF1000 al quarto posto a solo 1 decimo dalla terza piazza di Max Verstappen. Abbiamo quindi confrontato i dati di Leclerc con quelli del poleman Hamilton, benchmark odierno per tutti, e con quelli di Verstappen per analizzare quanto visto in pista. Abbiamo anche aggiunto i rilevamenti del pedale dell’acceleratore perché particolarmente interessanti su una pista (bellissima) come Silverstone.

Leclerc vs VerstappenPartiamo dal confronto tra i due giovani e talentuosi rivali. Ferrari conferma un assetto a basso carico per cercare di compensare le carenze velocistiche fin qui evidenziate, al contrario di RedBull che vedendo il confronto coi dati raccolti nelle precedenti sessioni sembra aver scelto di caricare in parte l’aerodinamica della vettura, probabilmente alla ricerca di un migliore passo gara. Le prestazioni cronometriche sono veramente simili lungo l’intero tracciato ma la convergenza dei tempi in realtà nasconde caratteristiche ben diverse. La SF1000 numero 16 infatti seppur lievemente inferiore in trazione, trova ottime velocità in allungo e un Leclerc molto aggressivo (e letteralmente “aggrappato” alla gomma soft nuova) riesce a spuntare velocità migliori anche nelle prime curve, velocissime, del primo settore. La RB16 di Verstappen però è più “docile” in accelerazione e con una trazione migliore, tanto che Leclerc ha un forte sovrasterzo in uscita di curva 4 che lo costringe ad alzare il piede per un attimo.

Nel settore centrale si conferma quanto visto in precedenza con la rossa più veloce nelle velocità di punta (circa 5 km/h di vantaggio per Leclerc prima della Copse e 2 prima della Maggots) ma con il monegasco che deve alzare il piede alla Copse (cosa che non fa invece Verstappen) e alla Becketts (con Verstappen che anche in questo caso riesce a tenere giù fino all’ultimo). La difficoltà Ferrari nella sequenza Maggots-Becketts-Chapel è così evidente che alla Chapel Leclerc lascia 8 km/h al rivale olandese e perde il vantaggio accumulato nel settore fino a quel momento, con una frazione centrale di pista chiusa 37 millesimi dietro alla RedBull numero 33.

L’ultimo settore vede una curva Stowe affrontata col cuore in gola per Leclerc che alza di 6 km/h la sua velocità rispetto a tutti i suoi giri precedenti (e soffre anche di un sovrasterzo in uscita) ma nonostante questo risulta in quella curva più lento di 7 km/h di Verstappen, a simboleggiare le difficoltà nell’affrontare le curve ad alta velocità con poco carico aerodinamico. Da notare come Leclerc abbia abbassato rispetto ai tentativi precedenti le velocità di punta nel primo settore per aumentare quelle del secondo, probabilmente con una gestione diversa della parte ibrida per trovare più velocità nell’Hangar Straight, dove evidentemente riteneva che pagasse di più in termini cronometrici. L’ultima chicane vede poi buone velocità di Leclerc con un setup meccanico probabilmente molto azzeccato e un vistoso errore di Verstappen in uscita, che è costretto a rialzare palesemente il piede e a lasciare più di un decimo sul cordolo della curva Club. Qui Leclerc riesce a riavvicinarsi e a chiudere il giro a solo 1 decimo dal rivale. Sfida bellissima tra i due, con vetture molto diverse ma, visto dove sono i rispettivi compagni di squadra, hanno fatto entrambi un giro al di là del proprio mezzo. Bravissimi davvero entrambi.
Leclerc vs HamiltonDiverso, ovviamente il confronto tra il giro di Charles Leclerc e quello del poleman odierno, Lewis Hamilton. Guardando i dati la Mercedes sembra davvero appartenere ad un’altra categoria. Hamilton ha velocità di punta superiori a quelle della Ferrari, nonostante il setup totalmente scarico della SF1000.

Leclerc perde meno di due decimi nel primo settore in cui riesce addirittura ad esprimere velocità migliori in curva rispetto a Hamilton, ma dal secondo settore in poi il gioco si chiude completamente tra i due. 7 km/h di velocità in più alla curva Luffield per Hamilton lo proiettano verso la Copse (che fa in pieno al contrario di Leclerc) e poi verso la sequenza di Maggotts e Becketts, dove Leclerc perde metro dopo metro man mano che le curve si fanno più strette. Anche sul pedale dell’acceleratore Hamilton ha una gestione diversa, riuscendo a modulare molto bene tutta la parte mista e chiudendo curva Chapel ben 13 km/h più veloce della SF1000 numero 16. Questo è il punto dove oggi si è vista la maggior differenza tra Mercedes e il resto del gruppo, con una W11 perfetta in tutti i trasferimenti di carico e con caratteristiche di trazione e potenza ineguagliate. Anche alla Stowe Hamilton è sensibilmente più rapido di Leclerc (7 km/h), che però, come detto in precedenza, esprime un buon setup meccanico nelle curve molto lente, sotto i 100 km/h. Il tempo finale di Hamilton, comunque, è stato inarrivabile per chiunque, con 1 secondo di vantaggio su Verstappen e 1.1 su Leclerc.
In chiave passo gara Leclerc è chiamato a un’impresa: il setup così scarico su una pista così selettiva per le gomme richiederà una grande capacità di gestire le coperture durante la lotta con il rivale Verstappen (che comunque rimane l’unico candidato ad infastidire Mercedes almeno in gara) e di riuscire a tenere dietro una concorrenza comunque agguerrita come Racing Point e McLaren. Certo, dalla seconda fila in giù la battaglia si annuncia bellissima.



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