F1 | Sfiducia strategica

Formula 1 Sport

Il Gran Premio della Toscana, che al Mugello ha visto la Ferrari celebrare le 1000 gare in F1, è stato ancora una volta estremamente complicato per la scuderia di Maranello. Nonostante le sole 12 vetture giunte al traguardo, le due SF1000 non sono riuscite a fare meglio dell’ottavo e decimo posto, rispettivamente con Charles Leclerc e Sebastian Vettel. Entrambi i piloti – durante la corsa e poi nelle interviste – si sono lamentati della scarsa guidabilità del mezzo. A colpire però è stata anche la costante incertezza che sembra aleggiare attorno al tema delle strategie. Anche quando dal box arrivano delle indicazioni infatti, i piloti in macchina paiono spesso dubbiosi sulla loro effettiva correttezza.

F1 | In Ferrari i migliori strateghi sono i piloti

In Toscana le due bandiere rosse hanno di fatto annullato gran parte delle possibili tattiche delle squadre, permettendo ai team di effettuare pit-stop gratis per mettersi nelle migliori condizioni possibili al momento della ripartenza. Ascoltando alcune conversazioni via radio avvenute durante la gara, in particolare tra Charles Leclerc ed il box ferrarista, emerge tuttavia una certa sfiducia – o quantomeno diffidenza – da parte del talento monegasco verso le tattiche elaborate dagli uomini al muretto. A prescindere dalla loro effettiva correttezza o meno, la sensazione, ascoltando i dialoghi pilota-ingegnere, è quella di una costante indecisione sul da farsi.

La rivincita di Leclerc

Nella gara di Leclerc, trovatosi inizialmente terzo dopo una splendida partenza e poi mano a mano sfilato dagli avversari, sono due i momenti che sembrano evidenziare queste perplessità. Al giro 21, dopo aver subito vari sorpassi, al monegasco viene proposto un cambio di strategia. Leclerc accetta ma invita il box a non tergiversare.
Ferrari: “Cosa ne pensi del piano C?“.Leclerc: “Beh, non abbiamo niente da perdere. Siamo troppo lenti”.Ferrari: “Ok, ricevuto“.Leclerc: “Sì, ma prendiamo una decisione velocemente“.Ferrari: “[…] Box adesso, box”.
Nel pit-stop che segue questa conversazione, sulla rossa numero 16 vengono montati pneumatici duri. Le gomme bianche però non migliorano significativamente le prestazioni della vettura, tanto da venire sostituite già alla fine del 37esimo passaggio. Successivamente, dopo l’incidente di Lance Stroll, quando entra in pista la Safety Car e prima che venga esposta la seconda bandiera rossa di giornata, sembra esserci un secondo momento di disaccordo tra squadra e pilota.
Ferrari: “Stroll si è fermato in curva 9“.Leclerc: “Dovremmo fermarci?”.Ferrari: “Resta fuori“.Leclerc: “Siete sicuri?“.Ferrari: “Sì, resta fuori, resta fuori”.Ferrari: “Sebastian davanti…Sebastian si è fermato per le soft“.[…]Ferrari: “Dietro abbiamo Russell e Sebastian con soft usate. Se ci fermiamo e mettiamo le soft perderemo la posizione su di loro”.Leclerc: “Beh adesso certo! Questo è quello che stavo dicendo prima, ma comunque va bene, me ne occupo io. Non sarà un granché ma non voglio perdere troppe posizioni”.Ferrari: “Ricevuto. Ricevuto rimani fuori“.Leclerc: “Sì, sì ricevuto”.
La successiva esposizione della bandiera rossa di lì a qualche istante risolverà poi la questione.

La chiamata di Vettel

Infine nella giornata di venerdì, durante le PL2, un altro episodio curioso si era registrato nelle comunicazioni di Sebastian Vettel con il proprio ingegnere di pista. Il tedesco infatti ha corretto il muretto su una determinata modalità di utilizzo del motore, che come noto durante le prove libere è possibile modificare.
Ferrari: “Mode W test, per una diversa distribuzione“.Ferrari: “Mode W, scusa mi correggo, Mode W”Vettel: “La Mode W non esiste“.Ferrari: “Sì…lo so“.Vettel: “A meno che tu non intenda Mode Wet“.Ferrari: “Resta in attesa…sì Mode Wet scusa, Mode Wet“.



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