FCA, più di 4200 dipendenti rientrano al lavoro

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Gli investimenti per l’elettrificazione e la smart mobility effettuati da FCA mettono la parola fine, almeno fino alla fine dell’anno, agli ammortizzatori sociali e ai contratti di solidarietà per gli operai degli stabilimenti FCA torinesi di Mirafiori e Grugliasco. Una buona notizia per i sindacati e una boccata d’ossigeno per gli oltre 4200 dipendenti degli impianti che ora rientreranno tutti al lavoro.

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Da Torino giunge anche un’altra buona notizia, ufficializzata sempre alle organizzazioni sindacali dai rappresentanti del colosso italoamericano: in vista del lancio dei nuovi modelli elettrificati Fiat (500 e Ducato) e Maserati (Ghibli Hybrid) verranno assunti venti apprendisti per profili specializzati che andranno ad aggiungersi ai 50 già in fase di inserimento. È inoltre prevista l’assunzione di otto giovani ingegneri per ruoli tecnico specialistici legati al lancio dei prodotti elettrici. In programma ci sarebbero anche altre assunzioni, dicono i sindacati, anche se si tratterebbe di contratti a termine, come spiega Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl: “L’avvio della produzione della prima Fiat elettrica porterà all’assunzione temporanea di circa 270 lavoratori in somministrazione per i mesi di ottobre e novembre, che, seppur assunti a tempo determinato, rappresentano una novità nei siti del polo del lusso”.
“L’interruzione degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti di Torino e Grugliasco – fanno notare fonti aziendali – rappresentano un’ulteriore tassello di un ampio programma di valorizzazione e investimenti previsti nel comprensorio di Mirafiori, che trovano esempi concreti nell’impianto di Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici, nel centro di assemblaggio di batterie (Battery Hub) e nel progetto pilota Vehicle-to-Grid inaugurato nei giorni scorsi. Questi investimenti confermano che per FCA il polo produttivo di Torino assumerà un ruolo guida a livello europeo sul fronte dello sviluppo dell’elettrificazione e non solo sui nuovi prodotti, ma anche sull’ecosistema che li circonda”.



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