FCA, prestito di 6,3 miliardi dallo Stato

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[Rassegna stampa] Un prestito da 6,3 miliardi di euro a tasso agevolato perché garantito dalla pubblica Sace e contro-garantito dallo Stato: è la richiesta effettuata da FCA, che si da poche settimane ha riaperto i battenti in Italia come tutte le altre case auto. È stata presentata da Fca Italy, la parte del gruppo che ha sede in Italia, dal momento che la holding ha trasferito la sede principale in Olanda e a Londra.

FCA: aiuti dallo Stato per superare la crisi

Un prestito da 6,3 miliardi di euro ad un tasso fortemente agevolato perché garantito da Sace e contro-garantito in ultima istanza dallo Stato. Fca Italy — la società del Lingotto (ha sede a Torino) che include le attività delle fabbriche italiane del gruppo automobilistico e che nel 2018 ha fatturato circa 27,7 miliardi — ha chiesto un finanziamento ad Intesa Sanpaolo con la garanzia della pubblica Sace. La richiesta — a titolo precauzionale — è arrivata qualche settimana fa ed è a valere sulle risorse del plafond Sace che tocca i 200 miliardi, ma 30 sono destinate alle piccole e medie imprese. Dei 170 miliardi rimanenti Fca chiede circa il 5%, il massimo consentito dalla torta dei suoi ricavi. L’importo, eventualmente concesso, va destinato al finanziamento dei costi per il personale e agli investimenti sugli stabilimenti italiani. Fca ha a disposizione una liquidità di circa 18,6 miliardi, avendo appena richiamato due linee da 7,7 miliardi per gestire i contraccolpi del crollo delle vendite che sta azzerando i flussi di cassa. Fiat è leader di mercato in Italia, subisce il conto della crisi in maniera più forte dei concorrenti. Proprio nell’anno delle nozze con i francesi di Psa che dovrebbero concretizzarsi entro il primo trimestre 2021 per spingere con maggior forza sull’elettrico dopo il lancio sul mercato, previsto per l’estate, della 500. Restano i dubbi sull’extradividendo da 5,5 miliardi per i soci Fca in veste compensatoria per effetto della fusione, tra cui la Exor di famiglia Agnelli. Non è escluso che l’importo possa essere ricalcolato. […]
Fabio Savelli, Il Corriere della Sera

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