Fernando Alonso, una soluzione per salvare Renault

Formula 1 Sport

L’ultima parola spetta a Luca De Meo. Il nuovo CEO di Renault è il personaggio chiave per la sopravvivenza del team Renault in Formula 1, campionato nel quale la Losanga spende da diversi anni, ma senza vincere. L’ultimo titolo come motorista è arrivato nel 2013. L’ultimo titolo come costruttore risale al 2006. All’epoca c’era Fernando Alonso. E c’erano Giancarlo Fisichella, Flavio Briatore, Bob Bell, Tim Densham, Dino Toso, Pat Symonds e Rob White tra gli altri. Irripetibile: salvo che per un elemento.

Alonso è a caccia di un sedile in un campionato importante, e la Formula 1 è considerata tale. Dalla Spagna le voci sono sempre più insistenti e secondo AS il due volte campione del mondo rappresenterebbe la salvezza per il team basato a Enstone. Una salvezza su più livelli. “Daniel Ricciardo ha annunciato alla sua squadra che avrebbe terminato le trattative solo poche ore prima del comunicato che lo avrebbe portato a Woking. La risposta secca di Abiteboul sarebbe una conseguenza di questo comportamento. A Enstone c’è la netta sensazione che Ricciardo abbia scelto Renault non solo perché appariva più in ascesa rispetto a McLaren (nel 2018) ma soprattutto per via dello stipendio. Non è un buon modo per fare una bella impressione. Come fabbricante di auto, la situazione di Renault non è buona, mentre come team non è poi così male, assicura una fonte vicina al team. Il progetto sportivo può essere sostenibile, in Australia era stato annunciato un investimento saudita e comunque la visibilità che dà il campionato è impareggiabile. Tuttavia devono essere vendute più auto per non far pensare alla F1 come un passatempo costoso: e in questo senso Fernando Alonso sarebbe una soluzione ideale anche dal punto di vista pubblicitario“, si legge sul quotidiano.

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Dunque l’idea è la seguente: assicurarsi lo spagnolo, un due volte campione del mondo il cui volto è riconosciuto in tutto il pianeta, sperando che sia ancora veloce come quindici anni fa. I contatti tra Alonso e Cyril Abiteboul sono inevitabili: ognuno ha bisogno dell’altro per i propri progetti. “Renault vorrebbe tornare grande, in particolare dal 2022. Senza un pilota di spessore, rimarrebbero solo degli ex o dei nomi di classe media“, si legge sempre su AS. Nel 2019 i francesi erano tra le squadre più confuse della griglia. C’è stata pure un’importante ristrutturazione tra gli ingegneri con la firma stellare di Pat Fry. L’auto 2020 non pare essere l’ideale per vincere, anche se la RS20 ha lasciato sensazioni migliori rispetto all’anno precedente nei test pre-stagionali. C’è un equilibrio tra pro e contro, e vale anche per uno come Alonso.

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