Ferrari, gli addii controversi /3: Fernando Alonso

Formula 1 Sport

[Rassegna Stampa] – La separazione comunicata la scorsa settimana tra Sebastian Vettel e la Ferrari ha riportato alla mente gli addii di campioni come Alain Prost e Fernando Alonso, arrivati a Maranello già pluricampioni e incapaci di conquistare l’iride sotto le insegne del Cavallino Rampante. Il giornalista britannico Mark Hughes ha passato in rassegna quelli che ha definito “addii controversi” della storia recente della Ferrari, includendo anche il ritiro di Michael Schumacher.

“[…] I piloti simbolo, che in precedenza hanno incarnato le speranze della Ferrari, raramente si allontanano dalla scuderie in termini non controversi. Indipendentemente dalle responsabilità, la pressione creata dal rendimento sotto le aspettative della Ferrari, trasforma le relazioni rendendole insopportabili. […] Le persone cambiano, le circostanze sono differenti, ma i temi si ripetono. 

Ferrari, gli addii controversi /1: Alain Prost

Ferrari, gli addii controversi /2: Michael Schumacher

Fernando Alonso: spodestato nel 2014“Fernando dava l’impressione che se fosse stato su una Mercedes, avrebbe vinto ogni gara. E questo era demotivante” – Luca Cordero di Montezemolo“Sebbene Raikkonen abbia vinto con la Ferrari il titolo 2007, il team rimase sorpreso di non constatare una grande differenza prestazionale tra lui e Felipe Massa. Inoltre il rilassato finlandese non si comportava come un leader tipo Schumacher. […] Montezemolo individuò in Fernando Alonso l’uomo di cui aveva bisogno. Lo spagnolo firmò con un anno di anticipo, a inizio 2010. Il suo contratto andava a sostituire quello di Raikkonen, valido sino al termine di quella stagione. In questo modo c’era un chiaro leader, Alonso, con Massa a supporto. Alonso mise in pista alcune brillanti prestazioni, mantenendosi in lizza per il titolo sia nel 2010 che nel 2012 contro delle Red Bull superiori. La prima stagione è stata la luna di miele. Ma dopo aver perso il titolo 2010 per un errore strategico Ferrari, […] il rapporto di Alonso con la Ferrari si modificò. Le sue frustrazioni per le carenze operative e tecniche erano sempre più evidenti, così come le sue osservazioni pubbliche. 

La pressione iniziò ad aumentare man mano che la Ferrari si mostrava inferiore tecnicamente prima alla Red Bull e poi alla Mercedes. Le frustrazioni di Alonso hanno alimentato la pressione dei media sul team. Alonso, così come Prost, sentì che l’apice della sua carriera era sprecato di fronte a una leadership tecnica inefficace e alla cattiva gestione del team. Così come Prost, rese pubbliche queste osservazioni. […] Alla fine del 2014 il contratto di Vettel aveva una potenziale uscita. Alonso aveva un accordo firmato sino al 2016 con la Ferrari e questo si scontrava con l’arrivo di Vettel. […] A inizio 2014 Alonso chiese di avere la possibilità di lasciare il team a fine campionato, sentendo la possibilità di andare alla Mercedes o alla Red Bull. La Ferrari inizialmente rifiutò, ma una volta intraprese le trattative segrete con Vettel, […] Montezemolo informò Alonso che avrebbe esaudito il suo desiderio. […] Ma ci fu una complicazione, perché Alonso, non trovando spazio in Mercedes o Red Bull per il 2015, pensò che la possibilità migliore fosse quella di restare in Ferrari. […] Alonso, non sapendo nulla delle trattative con Vettel, continuò a contrattare con la Ferrari, sino a che il tedesco sciolse le riserve e comunicò di essere pronto a firmare. Alonso venne informato solo in quel momento. Fu una fine improvvisa del rapporto. […].”Mark Hughes, The-Race, 21 maggio 2020
Fine terza parte

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