Ferrari, gli addii controversi /4: Sebastian Vettel

Formula 1 Sport

[Rassegna Stampa] – La separazione comunicata la scorsa settimana tra Sebastian Vettel e la Ferrari ha riportato alla mente gli addii di campioni come Alain Prost e Fernando Alonso, arrivati a Maranello già pluricampioni e incapaci di conquistare l’iride sotto le insegne del Cavallino Rampante. Il giornalista britannico Mark Hughes ha passato in rassegna quelli che ha definito “addii controversi” della storia recente della Ferrari, includendo anche il ritiro di Michael Schumacher.

“[…] I piloti simbolo, che in precedenza hanno incarnato le speranze della Ferrari, raramente si allontanano dalla scuderie in termini non controversi. Indipendentemente dalle responsabilità, la pressione creata dal rendimento sotto le aspettative della Ferrari, trasforma le relazioni rendendole insopportabili. […] Le persone cambiano, le circostanze sono differenti, ma i temi si ripetono. 

Ferrari, gli addii controversi /1: Alain Prost

Ferrari, gli addii controversi /2: Michael Schumacher

Ferrari, gli addii controversi /3: Fernando Alonso

Sebastian Vettel: assenza di fiducia reciproca “Con il senno di poi il rapporto tra Vettel e la Ferrari era iniziato il piede sbagliato. L’uomo che l’aveva scelto – Montezemolo – non era più lì, vittima della politica aziendale e sostituito da Marchionne. […] L’aggressivo uomo d’affari […] aveva ereditato Vettel, pagandolo molti soldi. […] Vettel e il team non hanno mai avuto la massima fiducia l’uno nell’altro. Ha rilevato il ruolo di leader da Alonso e l’ha fatto con una maggiore empatia e un comportamento più inclusivo rispetto a quello dello spagnolo. Ma all’interno del team ci si domandava come mai il suo vantaggio a livello di tempi sul giro rispetto a Raikkonen fosse solo la metà rispetto a quello di Alonso un anno prima. […] Un messaggio quasi certamente partito da Marchionne nel 2016 consigliava al tedesco di concentrarsi maggiormente sulla guida, piuttosto che sulla gestione della squadra. […] L’unica cosa che avrebbe potuto salvare la relazione con il team sarebbe stato un titolo mondiale, e la Ferrari gli ha dato una grande macchina nel 2017 e 2018. Ma non erano abbastanza affidabili e le manovre del team non sono state sufficientemente buone. E sotto pressione Vettel ha commesso troppi errori. Marchionne aveva dato mandato di promuovere nel team Charles Leclerc, con il chiaro obiettivo di confrontarlo con Vettel. […] Marchionne ora non c’è più, ma la risposta della Ferrari è arrivata la scorsa settimana. 
Ci sono inevitabilmente prospettive contrastanti tra qualsiasi pilota e la squadra. Conflitti d’interesse e tensioni sulla competitività ci saranno sempre. Ma l’enorme valore simbolico della Ferrari li ingigantisce. Sino a far collassare le relazioni.”Mark Hughes, The-Race, 21 maggio 2020
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