Ferrari: male in pista, benissimo in concessionaria

Formula 1 Sport

[Rassegna Stampa] “Win on Sunday, sell on Monday”. Vinci la domenica, vendi il lunedì, dicevano negli anni ’60 i costruttori inglesi di automobili da corsa, che vedevano nelle competizioni un’irrinunciabile vetrina per pubblicizzare i bolidi da vendere ai clienti sportivi e agli automobilisti di tutti i giorni. L’equazione vittorie in gara = aumento delle vendite, tuttavia, non è sempre valida. A patto di avere un passato glorioso, una casa automobilistica può anche permettersi il lusso di inanellare una serie di stagioni sportive in chiaroscuro. È il caso, forse unico, di Ferrari, che in Formula 1 ha perso lo smalto dei tempi d’oro ormai da anni, eppure continua a essere avvolta da un’aura di leggenda. Che oggi si riflette in vendite da record.

In vendita una Ferrari 360 Modena Limousine

Il Cavallino Rampante fatica in pista ma in concessionaria resta un animale di gran razza. Scrive un report dell’agenzia Bloomberg che l’attività della Ferrari sta andando bene “in maniera imbarazzante”. La conferma che i beni di lusso hanno sempre un mercato. Qualunque cosa accada. Anche un’epidemia. […] Il virus non è riuscito […] a superare la barriera dei portafogli particolarmente robusti. Molti osservatori si sono soffermati solo su quest’aspetto senza tenere conto del resto della presentazione dell’amministratore delegato Luis Camilleri. La ripresa, infatti, si annuncia travolgente. La domanda “rimane vivace”, con un “portafoglio ordini in crescita in modo significativo rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente”. […] Alla riapertura il carnet degli ordini si è rivelato il più alto di sempre. “Sembra quasi – commenta Bloomberg – che i clienti abbiano prenotato una Ferrari per tirarsi su di morale”. Una maniera per dimenticare le tristezza provocate dal virus. Un po’ come accade alle ricche signore che, per dimenticare una delusione o superare un brutto momento, vanno in negozio per acquistare una borsa di Louis Vuitton o un gioiello di Bulgari. Paragoni scelti non a caso. Secondo Bloomberg i parametri per valutare la Ferrari non sono più quelli di un fabbricante di auto ma quelli di una griffe del lusso più esclusivo. Solo che le automobili sono oggetti un po’ più ingombranti e complicati da costruire di una collana o di un foulard. E così, annuncia Camilleri, a Maranello avevano addirittura pensato di accorciare le ferie per stare dietro al boom della domanda. Data “la forza del nostro portafoglio ordini abbiamo preso in seria considerazione la possibilità di accorciare le ferie in fabbrica di agosto – ha dichiarato l’ad – tuttavia, questo avrebbe ostacolato seriamente il nostro programma di manutenzione. Quindi abbiamo deciso che un’azione del genere sarebbe tutt’altro che saggia. […]”. Tuttavia qualcosa bisognerà fare per non allungare a dismisura la lista d’attesa. In particolare della “Roma” l’ultimo modello che era stato presentato a Mattarella a novembre. Giusto in tempo per evitare il lockdown. Le vendite stanno tirando e quindi Camilleri e il presidente John Elkann hanno deciso di chiedere agli operai di lavorare anche il sabato. Ai clienti vip, con quello che pagano, non piace aspettare.
Nino Sunseri, Libero



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