Ford: Mustang ed Explorer per conquistare l’Europa

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In tempo di Coronavirus, nel mondo dell’auto c’è chi è riuscito a trasformare le difficoltà in opportunità. È il caso di Ford, che sta dando una forte spinta all’esportazione in Europa delle muscle car e dei SUV costruiti negli Stati Uniti. L’espansione sul mercato del Vecchio Continente non è casuale: la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha risposto all’emergenza in modo più rapido e massiccio rispetto alla Bce. Questo ha favorito un restringimento dello spread tra i titoli americani e quelli tedeschi, favorendo un deprezzamento del dollaro che lo scorso marzo ha riportato l’euro sopra quota 1,12 contro il biglietto verde.

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Una situazione favorevole per aumentare le esportazioni in Europa, che ora non riguardano più soltanto la sportiva Mustang prodotta nel Michigan, ma anche il SUV ibrido plug-in Explorer appena arrivato sul mercato. Il portafoglio di prodotti importanti si allargherà ulteriormente nel 2021 con l’avvento della Mustang Mach-E completamente elettrica. “È uno dei nostri pilastri e vogliamo costruire il nostro futuro attorno a questo business”, ha detto il presidente di Ford Europa, Stuart Rowley, riguardo alle attività d’importazione della casa automobilistica durante una conferenza organizzata da JPMorgan. “Sarà un’attività di nicchia per noi, perché i volumi di vendita sono relativamente bassi – ha spiegato il manager -, ma sono convinto che le importazioni daranno valore al marchio e, soprattutto, genereranno profitti”.
Secondo i dati diramati dall’azienda, nella prima metà del 2020 la filiale europea della casa dell’ovale blu ha venduto 3331 Mustang contro le 2179 dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre le vendite di Explorer sono rimaste stabili a 464. La quotazione dell’euro ha recentemente raggiunto i massimi storici rispetto a quella del dollaro, con un cambio attuale che si attesta a 1,12, il massimo da maggio 2018. Il Recovery Fund è stato decisivo nel determinare il sorpasso dell’euro sia sulle valute dei mercati sviluppati sia nei confronti delle monete dei mercati emergenti. L’attività d’importazione di Ford Europa è stata quindi un raggio di sole in tempi altrimenti bui e difficili. La casa dell’ovale blu, tuttavia, ha annunciato lo scorso anno una serie di piani per riorganizzare le operazioni nella regione, eliminando più di 10.000 posti di lavoro e chiudendo o vendendo sei stabilimenti.



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