Forghieri: “Ferrari, serve campagna acquisti”

Formula 1 Sport

L’esperienza di Mauro Forghieri riguardo al mondo della Formula 1 è di elevato rango, e ugualmente alta è la sua propensione a comprendere i problemi che affliggono oggi la Ferrari, costretta a un campionato da centro classifica che non fa onore ai suoi piloti. I tifosi della Scuderia di Maranello non è la prima volta che vivono lunghi periodi di magra, basti pensare al digiuno di titoli piloti tra il 1979 e il 2000.

«Momenti così nella storia Ferrari ci sono già stati e i tifosi veri lo sanno. Sanno anche che Maranello non ha mai mollato. Ma ammetto che è ben poca consolazione», ha detto l’ingegnere al Resto del Carlino. Forghieri auspica che la Rossa possa risorgere dopo una campagna acquisti che possa dare una maggiore spinta all’innovazione, al pari di quella che da qualche anno sta facendo Mercedes. «Non tutti se ne rendono conto, ma anche nei Gran Premi vince il gruppo, vince la squadra. Alla Ferrari c’è un problema di risorse umane; i soldi non mancano. Io sono convinto che la Ferrari da Gran Premio debba irrobustire la struttura tecnica. In fretta. Binotto deve circondarsi delle persone giuste. Non penso a rivoluzioni, non servono. Ma mettersi in casa gente nuova, con le competenze che ora evidentemente mancano. L’intervento federale sulla power unit non ha aiutato, ma la vettura è sbagliata concettualmente anche in altre aree», ha spiegato.

Vettel e Ferrari, stoccate e malinconia

Mattia Binotto non sarebbe la ‘testa’ da tagliare: «No, anzi. Binotto occupa un ruolo delicatissimo. Lo so per esperienza, fare il capo del reparto corse della Ferrari è davvero difficile, la pressione è enorme, non si perdona mai niente».
Sulla gestione dei piloti, invece, una critica arriva puntuale: «Leclerc ha talento. Ma la Ferrari non doveva caricarlo di tante responsabilità così presto, parliamo di un giovanotto che ha nemmeno ha disputato 50 Gran Premi. Riguardo Vettel, a me non piace scomodare Enzo Ferrari, proprio perché l’ho conosciuto davvero e so che gli si attribuiscono cose che invece non avrebbe mai fatto, ma sono sicuro che il Drake avrebbe gestito ben diversamente il suo addio. Seb meritava un trattamento più rispettoso».



Go to Source

Commenti l'articolo