Frontiere, in Europa la riapertura non è in comune

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[Rassegna stampa] – Con il coronavirus sono venute meno le frontiere leggere che con l’Unione Europea solitamente si superavano senza alcun problema di sorta. Le restrizioni per evitare contagi hanno avuto la meglio su spostamenti di persone e di merci, con un taglio netto della mobilità continentale. Dal 3 giugno l’Italia aprirà i suoi confini, ma non tutti seguiranno questa strada.

“La parola d’ordine che si è dato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è: «Reciprocità». «Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta» ha detto il responsabile della Farnesina impegnato ieri sera in un colloquio telefonico con il suo collega greco, Nikos Dendias. A lui Di Maio ha ribadito la necessità di evitare qualsiasi tipo di limitazione verso l’Italia. Da parte di Atene sono arrivate rassicurazioni che saranno approfondite nella visita che il 9 giugno il titolare della Farnesina farà in Grecia anche per fornire alle autorità greche i dati della situazione epidemiologica in tutte le nostre regioni. Dopo l’apertura dei propri confini a 29 Paesi (di cui 15 Ue) la Grecia aveva escluso proprio l’Italia da cui proviene tradizionalmente un consistente flusso turistico. Nei giorni scorsi poi l’Italia è stata inserita tra i Paesi ammessi ma con limitazioni e test sierologici per i cittadini italiani provenienti da alcune regioni quali Veneto, Lombardia e Piemonte. […] Il 5 giugno il ministro degli Esteri sarà a Berlino per un colloquio con il suo omologo Heiko Maas. Anche in quell’occasione il tema centrale (oltre alle questioni europee e alla Libia) saranno i viaggi in Italia dei turisti tedeschi e la possibilità per gli italiani di varcare i confini della Germania senza particolari problemi. Anche con le autorità slovene il 6 giugno Di Maio cercherà di ottenere garanzie sui viaggi. Più in generale la posizione italiana è per una rapida armonizzazione delle regole sui viaggi almeno nei Paesi dello spazio Schengen entro il 15 giugno.
La situazione europea è ancora a macchia di leopardo. In Germania gli aeroporti sono aperti ma possono entrare solo i cittadini stranieri che hanno la residenza in Germania o per comprovati motivi di lavoro ma niente turismo. L’Austria ha chiuso i collegamenti aerei con l’Italia fino al 14 giugno mentre la Slovenia prevede una quarantena obbligatoria per 14 giorni per chi arriva dall’estero. In Croazia le restrizioni dall’11 maggio sono escluse solo per chi arriva con la propria barca o ha una casa nel Paese. In Francia sono operativi da ieri anche i voli Air France e per le ferrovie il Tgv Parigi-Lione-Milano. In Regno Unito aeroporti aperti ma dall’8 giugno resta la quarantena di 14 giorni“.Gerardo Pelosi, Il Sole 24 Ore

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