Gianluca Pini: “Gran premio elettorale di Toscana”

Formula 1 Sport

“Di Charles Leclerc ammiro il merito. Pilota tanto capace quanto onesto intellettualmente. Nel disastro Ferrari di domenica scorsa in Austria, il monegasco ha subito ammesso la propria responsabilità nell’incidente che ha eliminato le due vetture del Cavallino”, è stato il commento sul Gran Premio della Stiria di Gianluca Pini, imprenditore romagnolo con la passione per i motori da sempre e con un passato in Parlamento. L’appiglio sul tema del merito, illumina i volto di Pini che sottolinea: “La  mancanza di meritocrazia è il vero dramma del nostro Paese. Si tende a realizzare ciò che conviene e non ciò che servirebbe per il bene comune in base alle necessità”. L’imprenditore di Fusignano, deputato della Lega Nord fino al 2018, ha abbandonato il gruppo politico per “l’inaccettabile trasformazione del movimento rispetto alle origini, dove ha prevalso una disgustosa gestione verticistica de potere fine a se stesso”. Pini è ancora membro del comitato esecutivo del consiglio generale dell’assemblea dell’Aci: “Ho mantenuto questo incarico, rinunciando per etica a qualsiasi compenso, su invito dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti con delega allo sport. Il mondo delle competizioni motoristiche mi è sempre interessato e sento di appartenerci per l’esperienza vissuta nelle corse rallistiche. Cerco di offrire un contributo costruttivo alle storture del motorsport e per dare un giusto riconoscimento a chi lo merita”, sottolinea Pini. Considerata la posizione in Aci dell’ex parlamentare, dal commento sulla Formula 1 al Red Bull Ring, il discorso si focalizza sulla situazione venutasi a creare in Italia in questi mesi con la candidatura per ospitare tre Gran Premi: “Sorvolo sui bilanci dell’Autodromo di Monza, impianto ancorato nella perenne difesa della tradizione storica del Gran Premio d’Italia. La gara al Mugello è stata appena ufficializzata da Liberty Media. Però non conosciamo su quali basi e garanzie economiche poggi il progetto. Alla Regione Toscana atti amministrativi d’impegno per la copertura non mi risulta esistano. Imola, che da mesi dispone  di una opzione per l’organizzazione del Gran Premio, conferma di non essere mai stata interpellata dal Presidente dell’Aci. Però prima di qualsiasi ragionamento tecnico, ritengo necessaria anche una considerazione morale, per rispetto e riconoscenza dei valori della tradizione. Guardando da lassù la gara della Stiria, penso che il Drake si sia adirato tanto quanto nel vedere la squadra da lui creata pronta ad ospitare un Gran Premio sul proprio circuito anziché in quello dedicato a lui e al figlio Dino. Non solo Imola con bilanci in ordine si è fatta avanti per prima lo scorso aprile, ma ha anche avanzato una proposta economica a Liberty Media di gran lunga più conveniente rispetto a quella del circuito toscano”. Il Gran Premio di Toscana assume la valenza di un evento con implicazioni governate da logiche politiche, come spiega Pini: “Non mi sembra una soluzione difendibile cogliere l’occasione della gara per far quadrare con fondi pubblici i bilanci del Mugello, organismo privato. Il rischio di scivolare su terreni pericolosi è elevato, basti considerare l’effetto che una situazione del genere potrebbe creare alla Corte dei conti. La differenza dell’impegno finanziario tra Imola e Mugello è rispettivamente di un milione e di due milioni e mezzo di euro. Il tentativo di forzare le regole è continuo, basti pensare che le vie di fuga in ghiaia dell’impianto di Scarperia non rispondono alle norme previste dalla Federazione per le competizioni di Formula 1, senza considerare gli enormi problemi legati alla logistica per la mancanza di adeguate strutture ricettive vicine all’autodromo. Come tutto questo non bastasse, c’è una stridente scadenza elettorale per le elezioni regionali in Toscana proprio nella settimana successiva al Gran Premio”. Pini aggiunge: “Ho sollevato tutti questi aspetti in sede di comitato esecutivo dell’Aci, evidenziando il rischio di realizzare un mega spot elettorale in favore di qualcuno. Il buon senso dovrebbe porre il Mugello quale ipotesi per una eventuale terza gara, fondi permettendo, e Imola per seconda dopo Monza. Tralascio volutamente l’aspetto delle ulteriori spese per adeguare con asfalto le vie di fuga al Mugello. Per l’annuncio ufficializzato nei giorni scorsi, qualcuno deve aver offerto un impegno agli organizzatori del campionato che la Regione Toscana non mi risulta aver formalizzato. Potrebbe essere stata la stessa Ferrari o Babbo Natale ad aver garantito, nell’attesa che le istituzioni coinvolte si assumano oneri e onori dell’iniziativa verso Liberty Media. L’utilizzo di fondi pubblici – considerando il momento drammatico che sta vivendo il Paese e con Imola pronta nell’operazione a costo zero – costituirebbe uno schiaffo al buon senso e un affronto alle finanze pubbliche”. Il Presidente dell’Aci nel privilegiare la scelta del Gran Premio di Toscana, avrebbe ipotizzato, quale contropartita, l’effettuazione a Imola del Gran Premio d’Europa di Formula 1 a partire dal 2021, il cui costo non dovrebbe essere inferiore al valore – in regime di normale svolgimento del Mondiale – di circa 23 milioni. Ma la partita per quest’anno resta ancora tutta da giocare.       



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