Gli estremi di Ricciardo: orgoglio e disperazione

Formula 1 Sport

Sollievo, gioia, rabbia, orgoglio, disperazione, sorpresa e imbarazzo: Daniel Ricciardo si è aperto nel suo diario raccontando le emozioni più forti provate alla guida di una F1. La prima puntata di questo nuovo capitolo delle memorie del pilota australiano si è aperta con le gare che hanno dato più sollievo al  futuro pilota della McLaren. Nella seconda, invece, è stata volta delle domeniche nel segno della gioia e della rabbia. In questo terzo episodio è il turno dell’orgoglio e della disperazione. Il Gran Premio del Giappone del 2012 e quello di Germania del 2014 fanno gonfiare il petto al pilota australiano, la corsa in Messico del 2018, invece, evoca profondo sconforto. Di seguito l’analisi di Ricciardo.

Gran Premio del Giappone 2012 e Gran Premio di Germania 2014 – A Suzuka negli ultimi giri ho avuto alle mie spalle Michael Schumacher nella lotta per il decimo posto e sono riuscito a tenermelo dietro conquistando il punto. Era la mia prima stagione completa in F1, quindi è stato un risultato di cui vado fiero. Nella gara successiva, durante il meeting riservato a noi piloti, è venuto a farmi i complimenti per come mi ero difeso. È stato bellissimo ricevere congratulazioni gratuite e genuine dal Kaiser. In Germania nel 2014 poi… fino ad allora non mi ero guadagnato il rispetto di Fernando Alonso. In quella gara è uscito dai box alle mie spalle con gomme più fresche, abbiamo ingaggiato un duello che è durato diversi giri anche se avrebbe dovuto lasciarmi sul posto con gomme nuove. La lotta è stata agguerrita, ma pulita, dopo quella gara ha detto delle belle cose su di me, credo che in quella domenica sia cambiata la sua percezione nei miei confronti.

Gran Premio del Messico 2018 – Ero reduce da un fine settimana da dimenticare ad Austin e al sabato sono riuscito a beffare Max Verstappen nella lotta per la pole position, aveva dominato tutte le sessioni di libere, ma in qualifica sono riuscito a batterlo. La gara, però, è stata miserevole, già prima del via c’erano dei problemi alla power unit e lo scatto è stato pessimo. Sono riuscito con la strategia a rimettermi in una buona posizione, potevo chiudere al secondo posto, ma ancora una volta ho dovuto parcheggiare la macchina a causa di un problema tecnico. In quei due fine settimana non mi è piaciuto il mio lavoro.

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